Dismissed

Persecuzione.

Questa è la parola magica che viene sparata in faccia all’opinione pubblica quando un politico o un funzionario viene indagato dalla magistratura.

Persecuzione e mattanza.

Bertolaso è il capo della Protezione Civile, il dirigente capo di un dipartimento a stretto contatto con il Primo Ministro. E’ lui che interviene in caso di emergenze, è lui che ha gestito la crisi dei rifiuti a Napoli e il terremoto all’Aquila. E ora è lui che viene tirato nel mezzo ad un’indagine per corruzione che riguarda, tra l’altro, i cantieri della Maddalena.

E’ lui ad essere sotto la mannaia del giudice per la consueta mattanza.

Bertolaso rassegna le proprio dimissioni, che vengono respinte dal CdM all’unanimità e con un sonoro applauso. Le dimissioni di Bertolaso non sono irrevocabili, ma solo un modo per fare schierare apertamente il Governo dalla sua parte.

Perchè è una persecuzione.

Nel frattempo trovo su internet questa intervista: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2436079&title=2436079

Qui c’è la risposta alla persecuzione. Dell’Utri confessa di essersi candidato nel 1996 per non essere arrestato. E di non pensare minimamente alle dimissioni da senatore, se non dopo una condanna definitiva da parte della Cassazione.

Quindi capisco come mai Berlusconi aveva proposto a Bertolaso la “promozione” a Ministro. Come se lo Stato fosse un’azienda e il Primo Ministro fosse una sorta di ad della Repubblica. Bertolaso Ministro avrebbe goduto di una copertura maggiore contro la persecuzione giudiziaria.

Siamo chiari, tutti sono innocenti fino alla sentenza definitiva. Ma quello che è stato perso nel corso degli anni è stato il senso di responsabilità verso la carica pubblica.

Dell’Utri pensa che fare il senatore sia una copertura contro la persecuzione, Cuffaro è stato promosso da governatore della Sicilia a senatore quando è stato condannato in primo grado e non di meno ci sono molti parlamentari indagati o pregiudicati.

Ormai dimettersi per un’indagine non è più concepito. Si da per scontato che se si fa politica prima o poi si inciampi nella persecuzione. E a quel punto non si può fare un passo indietro. Ma si deve combattere senza mollare l’osso. Fino in fondo. Fino alla fine.

E questo sta cercando di fare il buon Bertolaso, ha schierato gli amici. Non ha nemici. Ora lui si protegge dietro il Governo, poi si dimetterà e verrà eletto in qualche carica pubblica. E allora sarà apposto. Senza dimettersi. Mai.

E la persecuzione avrà perso. Come sempre.

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