E se…

Il nostro Governo ha deciso di forzare la mano e, vista l’impossibilità di rientrare nelle regole, ha deciso di allargare le maglie della legge che regola le elezioni e la presentazione delle liste.

Le cose strane sono parecchie visto che non è proprio normale cambiare le regole mentre queste sono in piena attuazione, anzi quando queste sono state infrante! Ma questo è il potere della maggioranza, potere che in questo paese sta diventando un potere tirannico, un potere che soffoca ogni altro potere di controllo.

Dal punto di vista di loro il problema era che la burocrazia stava prevalicando il diritto di rappresentanza alle elezioni escludendo dalle due principali città italiane il PdL e i suoi candidati.

Questa visione mi vede d’accordo, infatti penso sia uno scandalo che il maggior partito italiano venga escluso dalle elezioni per vizi di forma. Ma da qui in poi, scusatemi, non riesco a seguire il ragionamento di un Governo che presenta un Ministro per la Semplificazione e poi si trova a dover semplificare d’urgenza la burocrazia perchè dei suoi uomini di partito non riescono a presentare liste valide.

Loro governano questo paese e avevano ogni diritto di cambiare queste norme, ma non mentre queste sono in attuazione! Inoltre mi chiedo perchè questo trattamento non è stato pensato per altre liste escluse oppure si sarebbe ricorso al decreto d’urgenza anche se le liste escluse fossero state del Pd o della sinistra?

Oppure si sarebbe ricoperto di infamia i poco attenti uomini di partito incapaci di presentare la documentazione valida e si sarebbe tirato dritto verso elezioni a dir poco inattendibili?

Ma anche senza scendere nel regno dell’ipotetico questa storia è al limite del grottesco. Da questa concezione gelatinosa della legge deriva il concetto di potere che la nostra classe dirigente, soprattutto destrorsa, ha bene in testa: loro pensano che l’unico momento di discussione siano le elezioni, superate (e vinte) queste niente può fermare la maggioranza.

Se ci pensiamo Silvio ha costruito la sua politica su questo, ogni volta che è stato al potere ha modificato leggi e dispositivi in modo che il suo (o di altri) operato extra-politico risultasse candido come quello di un neonato, oggi è dovuto ricorrere al suo solito modus operandi per mettere una toppa in una falla del suo partito, ma quante volte ha agito ugualmente per mettere la toppa alle sue falle?

Silvio pensa che l’essere eletto Presidente del Consiglio dei Ministri lo ponga su un altro piano rispetto a tutti gli altri, forte del sostegno del popolo. In effetti la nostra Costituzione dice all’articolo 1 “La sovranità appartiene al popolo”, ma dovrebbe capire che la Costituzione va rispettata ancora di più se sei il timoniere di questo paese, infatti il solito articolo 1 prosegue “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

E infine a Silvio e a tutti lascio questa frase di Calamandrei sulla Costituzione e sul rispetto che dobbiamo alla nostra carta:

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nei carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”

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