La lunga rincorsa

Un voto che riguarda circa 41 milioni di italiani e 13 regioni a statuto ordinario non può non essere considerato come un bello spaccato della politica italica e come il punto di partenza per la lunga rincorsa alle elezioni 2013; infatti normalmente le elezioni regionali nella seconda repubblica erano il “via” della campagna elettorale per le politiche dell’anno successivo (1995-1996; 2000-2001 e 2005-2006), stavolta invece ci sono 3 anni di distanza tra queste elezioni e quelle poltiche.

Quindi la prima considerazione è che queste elezioni avranno effetti sulle coalizioni che stanno cercando di prepararsi per le elezioni 2013, non effetti immediati o a breve termine, ma effetti a lunga prospettiva. Da queste elezioni nasce una piattaforma su cui elaborare la strategia per una campagna storica in vista delle prossime elezioni politiche.

Le considerazioni che mi vengono di fare a braccio sui dati che trovo su internet sono queste:

  • La destra ha vinto, è inutile girare intorno al problema. Ha vinto dominando in regioni come Lombardia e Veneto, Calabria e Campania; ha vinto lottando in Piemonte e Lazio e ha perso dove era scontato (Toscana,Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche e Basilicata). Unica regione davvero persa dalla destra è stata la Puglia dove la leadership di Vendola è andata oltre gli apparati di partito e ha sconfinato persino nei tanti UDC che hanno optato per un voto disgiunto in suo favore.
  • La Lega è la vera mattatrice dello scenario politico nazione, riesce a ottenere due governatori e mezzo e quindi a completare il famoso asse del nord a cui ambiva fin dalla sua creazione. Il vero potere della lega è quello di riuscire al nord a scavare dentro l’elettorato di sinistra mentre al centro di aprirsi varchi in quello del PdL. cosi facendo è riuscita a diventare una forza importante anche nel cuore rosso dell’Italia a tutta spesa dell’alleato.
  • L’UDC resta quello che è, un partito de 5-6% che non ha molte idee tattiche sul lungo periodo, ma che si dimostra potenzialmente determinante per regioni in bilico. Penso che nel lungo andare questa politica pagherà abbastanza poco, infatti diventerà difficile essere una partito a più facce via via che ci avvicineremo al 2013. Probabilmente qualcuno l’ha già capito e molti voti disgiunti made in UDC stanno li a dimostrarlo.
  • A sinistra la situazione è critica. Manca una forza aggregatrice chiara e forte, manca una forza di sinistra capace di raccogliere il voto operaio e manca (ancor più grave) una strategia di lungimiranza politica. Il PD deve prendere le redini del progetto centrosinistra e disegnarne contorni, regole e obbiettivi insieme ai partiti e movimenti che intendono parteciparvi. Inoltre tutto il centrosinistra deve fare un profonfo ragionamento sui meccanismi di scelta dei candidati alle cariche pubbliche. Non possiamo permetterci situazioni come la Calabria dove un personaggio come Loiero si impone sulla volontà della coalizione e la sua controversa figura porta ad una caporetto di proporzioni storiche.
  • Vendola e Sinistra, Ecologia e Libertà sono una sorta di giano bifronte. Da un lato c’è Nichi che con la sua personalità e la sua voglia di fare e cambiare è veramente un leader nazionale e un magnete di voti, dall’altro però c’è un partito-movimento che stenta a decollare stritolato da due realtà più forti e dalle lotte intestine dei dirigenti. La speranza è sempre l’ultima a morire, ma la paura di diventare un partito personale sta diventando sempre più certezza, anche contro alla volontà dello stesso Vendola.
  • Ultima considerazione terra terra: come mai la sinistra vince in molte città e perde poi nei territori grandi? Come mai a Roma vinceva la Bonino, a Torino la Bresso e a Venezia vince Orsoni mentre in Lazio, Piemonte e Veneto si perde? Io penso che la nuova sinistra sia un pò troppo cittadina e borghese, penso che dovremmo sporcarci molto di più le mani per i nostri territori e non restare solo nelle sedi provinciali e regionali a pensare chi candidare e chi sputtanare! Dobbiamo ricominciare ad ascoltare prima di parlare…

Qui finisco perchè proprio ora leggo che Brunetta è incazzato con la Lega per la sua sconfitta e che Fitto si è dimesso da ministro dopo la sconfitta dell’amico suo Palese e mi viene da ridere…La destra si sta sfasciando per una vittoria…se perdevano che succedeva?!?

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