Water, water everywhere…

…nor any drop to drink!!!

Così recitava la “Rime of Ancient Mariner” di S.T.Coleridge, parlando del vecchio marinaio sperduto in mezzo al mare, dove, appunto, vedeva acqua ovunque senza poterne bere nemmeno uno goccia.

Così penso vedano l’acqua anche gli squali del buisness e della finanza, quelli squali che andranno a tuffarsi nel mare di questo bene immenso e allo stesso tempo preziosissimo. Fino ad ora però l’acqua era pensata come un bene pubblico imprescindibile e quindi messo fuori dall’arena del mercato selvaggio e incontrollato, ma con una legge fresca fresca il nostro governo ha deciso di buttare nella mischia del capitalismo anche il preziono liquido vitale.

La logica del decreto Ronchi è quella di procurare nuovi spazi per l’impreditoria, in modo da far ripartire l’economia e da creare quella competizione necessaria (nell’ottica capitalistica) ad abbassare le tariffe e ad ottimizzare i servizi.

Ma almeno due obiezioni mi zompano nella testa:

  • Prima di tutto una considerazione su come la parziale privatizzazione di molti servizi pubblici come la gestione dei rifiuti, dell’energia e dell’acqua non abbia provocato esattamente i benefici di cui sopra, anzi in molti casi ha portato a situazioni paradossali e spiacevoli per gli enti interessati.
  • Inoltre, e qui vengo al punto vero, ci sono cose che non possono e non devono essere mercificate. Questo può sembrare un modo ideologico di pensare? Bene, sono contento perchè ritengo una cosa buonissima avere un’ideologia in questo tema!Stiamo parlando di acqua, di terra, della salute pubblica; questi servizi e questi beni non possono rientrare nella stessa categoria mentale del pane o dello spazzolino da denti. Se mi costringete a pensare ad ogni cosa come facente parte di una delle due categorie (vendibile o no), bene allora l’acqua di sicuro resta nel campo del non-mercificabile.

Quindi dobbiamo agire! E dobbiamo farlo subito perchè le battaglie sono già partite, anche se, purtroppo, sono partite divise in tre filoni: da un lato il referendum dei forum sull’acqua, dall’altro la proposta di legge popolare del PD e infine l’altro referendum dell’IdV. Non capisco molto la strategia dietro alla frammentazione, ma penso che ogni strada porti all’affermazione del principio dell’acqua pubblica debba essere usata e supportata.

Certo che ci sono le differenze tra le strade scelte, la proposta PD mira ad evitare il referendum (o ad anticiparlo), quella dell’IdV a legiferare e controllare il processo di privatizzazione, mentre la strada della totale abrogazione si spiega da sè.

Per questo ho deciso di impegnarmi nella battaglia per il referendum totalmente abrogativo, senza però sottovalutare la proposta di legge democratica. Io credo fermamente che lo spirito degli italiani si risveglierà per una battaglia campale come questa, quindi non voglio pensare all’eventuale sconfitta per il mancato raggiungimento del quorum.

Per questo da lunedi inizierà la battaglia per la raccolta delle firme. E poi ci sarà la battaglia per il voto. E spero di non essere solo …

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