Mi casa es su casa!

Suona il telefono, rispondo “Pronto, chi parla?!?” e mi sento dire “Buongiorno, lei ha una casa a Montecarlo!E non deve niente a nessuno!”.

A chi non è capitato di sentirsi regalare una casa o di scoprire di essere proprietario della casa di cui si pensa di essere solo affittuari?!? Beh sembra che sia l’ultima moda scoppiata tra Roma e Montecarlo, e sembra che sia proprio out non regalare o farsi regalare case!

Prima è successo all’ex ministro Scajola che si è trovato una casa vista Colosseo tra capo e collo, senza sapere di averla, senza conoscere chi l’aveva pagata e senza sapere il perchè di tanta generosità; poi ora tocca al cognato di Fini, che si ritrova a non sapere più se è affittuario o proprietario di una povera casa in quel di Montecarlo!

La faccenda mi sa molto di demotivational per almeno un paio di motivi: primo è che si parla di case da centinaia di migliaia di euro come se si stesse parlando di noccioline o case del monopoly, mentre il secondo è che queste case sono diventate il main event della cena politica.

Il nostro paese attraversa una fase da decandenza dell’impero, fatta da saltimbanchi, soubrette, mignotte e segnata da una crisi non solo economica, ma principalmente sociale e culturale. Eppure il problema principale che si pongono le più alte cariche dello Stato è capire chi è il proprietario di una determinata casa!

Vi dico una cosa: avrei preferito che Scajola non si dimettesse, almeno un ministro dello sviluppo economico lo avremmo avuto; così invece abbiamo un posto vacante in un momento cruciale.

Certo che sono sarcastico! Ma in questo momento pensate che si possa essere seri? No, sinceramente, pensate che la casa di Tulliani sia un problema cosi serio da minare una maggioranza o la presidenza della Camera? Questo penso sia solo un nuovo livello di bassezza che stiamo raggiungendo in questo nostro paese.

E in questa legislatura abbiamo passato:

  1. La mignottocrazia con tutta la sfilza di baldracche da combattimento candidate a Roma, Bruxelles e nei vari consigli regionali;
  2. La scoperta che Palazzo Grazioli non è solo una residenza del nostro presidente del consiglio, ma anche un bel bordello per la selezione delle candidate di cui sopra;
  3. L’ammissione che “darla via” per far carriera è lecito (quasi un obbligo morale) per le donne;
  4. I vari insulti a varie deputate dell’opposizione (prima tra tutte Rosy Bindi)

E da un sistema di potere cosi di alto profilo morale dobbiamo aspettarci di meglio?!?

No cari mia, questo sistema cosi è nato e cosi morirà; nella merda e nel fango!


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