Tanto tuonò che piovve

Il termometro della politica è salito tantissimo dall’estate a ora, principalmente per la manovra che Fini sta cercando di fare e che rischia di mettere fine non solo al Berlusconi IV ma anche all’intera Seconda Repubblica.

All’inizio pensavo che Fini cercasse soltanto di far capire che il PdL doveva essere riprogettato in maniera che desse voce alle tante anime diverse che lo animano, per poi portare la faccenda sul piano dello scontro per colpa del niet totale che il Kaiser Silvio gli ha fatto recapitare in più occasioni.

Ora invece inizio a capire il vero obiettivo dei Finiani. Capisco che Fini ha guardato il panorama oltre la siepe e ha deciso che valeva la pena rischiare il tutto per tutto. L’intera faccenda della pluralità del PdL, delle direzioni nazionali e delle espulsioni è stata pensata e progettata a puntino per portare prima alla conta e poi allo scontro gli ex-alleati.

Oggi è stata calendarizzata la crisi: tra il 13 e il 14 dicembre le due camere del Parlamento si esprimeranno sulla fiducia al Governo e solo allora capiremo cosa potrà succedere. Intanto dobbiamo mettere un cero al presidente Napolitano che ha convinto i presisenti di Camera e di Senato a votare in contemporanea, in modo da scongiurare votazioni “sotto condizione” dei parlamentari chiamati a esprimersi per secondi.

Ora, tralasciando PdL e Lega, le altre forze hanno una possibilità storica: quella di mettere un punto definitivo al berlusconismo e alla destra distorta che ci ritroviamo in Italia. E’ logico che il risultato della Camera sarà scontatamente una sfiducia, mentre al Senato l’equilibrio sarà spettacolare. Ma proprio nella Camera alta si capirà se ci sono i margini per ricorrere al Governo Tecnico che cambi la legge e ci traghetti alle urne in pochissimo tempo.

Se infatti Berlusconi andasse sotto a Palazzo Madama allora questa opzione diventerà la più quotata, mentre in caso di difformità tra Camera e Senato penso che l’unica strada logica sarebbe il ritorno alle elezioni. Addirittura il Berlusconi bis non penso abbia più possibilità visto i toni che ci sono tra pidiellini e fliellini.

La mia speranza è che, o per via “tecnica” o per via elettorale, il 2010 venga ricordato come l’ultimo anno dell’epoca Berlusconi.

Poi ripartiremo e sono convinto che con una destra normale, europea e moderna e una sinistra alla stessa altezza potremo ristabilirci a quel livello di prestigio che il nostro paese merita e dovrebbe avere.

Per ora quindi incrociamo le dita e aspettiamo!

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