…and justice for all

Julian Assagne è stato arrestato.

O meglio ha deciso di consegnarsi alle autorità inglesi per evitare pericoli maggiori. Certo che l’accusa di stupro è veramente grave e, se verificata, da condannare, ma sarebbe ancor più grave che il fondatore di wikileaks venisse estradato dal Regno Unito alla Svezia e poi da lì negli USA.

Tutti sappiamo che gli Stati Uniti cercano di fermare Assagne solo per dare la dimostrazione che non si può mettere in rete le loro carte e facendo perdere una grossa fetta del loro potere diplomatico. Ma il problema che si son trovati a fronteggiare è che in fin dei conti Wikileaks non ha infranto nessun reato per questo motivo utilizzando come basi per i server paesi con una libertà di espressione immensa come ad esempio l’Islanda, cosi tutta la casta della diplomazia è dovuta ricorrere all’escamotage di incastrare Assagne per un altro tipo di reato per poi infierire sull’altro.

La vera assurdità di tutto questo è che ormai il fondatore è solo un simbolo di quello che Wikileaks rappresenta; non c’è modo di riparare quello che già è stato fatto, nè di fermare un possibile seguito. MA gli States non pensano in questa lunghezza d’onda, loro pensano che una punizione esemplare porterà di conseguenza alla smobilitazione di tutti i seguaci di WL.

Purtroppo per l’amministrazione Obama i pezzi del puzzle difficilmente torneranno a combaciare e sarà molto improbabile che le relazioni internazionali torneranno ad essere quelle di prima. Per questo secondo me gli USA stanno prendendo una cantonata colossale nell’impegnarsi cosi a fondo per colpire un simbolo.

Al contrario dovrebbero imparare la lezione e capire che le notizie che sono state divulgate da WL sono state fatte uscire dall’interno dei loro uffici, quindi da dipendenti pubblici a stelle e a strisce. Per questo dovrebbero concentrare le loro forze sull’individuazione delle talpe e su come evitare che questo possa succedere nuovamente, magari studiando altri sistemi per relazionarsi a livello internazionale.

Wikileaks ci sta dando la possibilità di rivoluzionare la rete diplomatica mondiale, di portarla nel terzo millennio e ci sta dando la possibilità di capire che la libertà di informazione non è sempre è un derivato della democrazia, anzi che molte volte le democrazie (o almeno chi pensa di esserne il paladino) finisce per combatterla e osteggiarla.

Vargas Llosa ha detto che per avere la democrazia si deve esser pronti a non sapere qualche cosa, io invece immagino un mondo dove si possa sapere tutto senza il rischio di essere braccati per l’intero globo. E penso che la vera democrazia dell’oggi sia prima di tutto la democrazia della notizia e dell’informazione!

Julian Assagne Libero!!!!!!!!!

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