The day after

Basta pensare a cosa succederà Martedi. Tanto qualsiasi combinazione esca da Palazza Montecitorio e Palazzo Madama sarà dovuta a pochi, anzi pochissimi, parlamentari. E come si è sentito dire notevolmente finora “Non si può governare con 2 o 3 deputati di scarto“. Quindi da martedi inizierà un processo che, passando magari per strade diverse, porterà inesorabilmente alle elezioni nel giro di pochi mesi.

Oggi però non voglio ragionare sul periodo tra martedi e le elezioni, ma semmai su come queste inevitabili elezioni dovranno essere affrontate. Prima di tutto si deve capire che andando alle elezioni con questo sistema (Porcellum) non si può perdere, altrimenti si consegna davvero il paese nelle mani di Berlusconi a vita; se invece si riuscisse a passare per un’abrogazione di questa porcata e si tornasse al Mattarellum allora si dovrà cercare di vincere con una coalizione in grado poi di non sfasciarsi dopo 2 mesi o 2 anni.

Secondo me la prima opzione è più plausibile e, in caso di vittoria, permetterebbe di placare subito il Terzo Polo e di creare in Italia quello che manca veramente, cioè una vera Sinistra Socialdemocratica e Laburista.

Il discorso di Bersani ieri a San Giovanni è una vera e propria virata secca verso sinistra; il PD ora non è più quel partito ammucchiata senza capo ne coda, senza idee ne leader. Da ieri è chiaro che un’alleanza con UDC, API e FLI non potrà mai essere di lungo respiro. E’ chiaro perchè il segretario ieri ha detto a chiare lettere che il PD non deve prostituirsi, ma deve far rispettare le sue idee politiche. Mettendo in fila tutte le proposte lanciate ieri da quel palco mi vien da ridere pensando al Terzo Polo alleato con noi per governare!

E’ chiaro che l’obbiettivo tattico è quello di creare un polo di sinistra che abbia quel canovaccio come spina dorsale e allora risulta chiaro che l’alleanza naturale è con IdV e SEL. Se lavoriamo in quella direzione, con quei contenuti e con questa grinta allora probabilmente riusciremo a mettere insieme quella maggioranza relativa che ci permetterebbe di andare al Governo senza molti intrecci centristi.

Unico dubbio sarebbe il risultato del Senato. Ma questa incognita avvolgerebbe tutti gli schieramenti, se, come sembra, alle prossime, inevitabili, elezioni si presentaranno tre coalizioni.

L’altra strada per arrivare alle urne è quella del Governo Tecnico. Chiaramente non a guida di Tremonti o Letta, ma di qualche personalità fuori dai giochi o ai bordi della maggioranza. Questo governo dovrebbe solamente abrogare il Porcellum e traghettare il paese alle elezioni. Nient’altro.

A quel punto però si tornerebbe a una situazione dominata dagli accordi e difficilmente si riuscirebbe a tornare a governare con un programma progressista e socialdemocratico come ha proposto ieri Bersani.

Insomma la soluzione più rischiosa è anche quella più probabile e più avvincente, bisogna solamente sperare che la paura di vincere non faccia tremare le gambe ai nostri leaders e che la base sostenga unita e solida la campagna di deberlusconizzazione che sarà la vera battaglia che inizierà da martedi!

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