Questione di timing

C’è un tempo per ogni azione. E’ molto difficile azzeccarlo sempre. Ma è altrettanto difficile sbagliarlo con strabiliante continuità. Invece sembra che le alte sfere del Partito Democratico si sforzino per lasciare sbigottiti i loro elettori, il loro popolo.

Dopo tanti mesi di insofferenza e immobilismo siamo arrivati ad una manifestazione, quella di sabato scorso, con una piattaforma chiara, una linea strategicamente logica e un orizzonte relativamente positivo. Chiaramente il tutto è dovuto all’implosione della compaggine di CentroDestra così com’era dal 2008: il merito della situazione è quasi interamente da dare a Fini e ai suoi.

Ma insomma… Il fatto politico era che improvvisamente ci siamo ritrovati catapultati in una nuova situazione. Fino a martedi tutto era da annoverare come possibile e valutabile, anche il governo tecnico con tutte le forze contro Berlusconi. Ma dal momento in cui il governo ha ottenuto la fiducia sia alla Camera che al Senato, questa opzione deve essere accantonata.

Da mercoledi infatti è ufficialmente iniziata la prossima campagna elettorale (per qualcun’altro è iniziata la campagna acquisti). Dal discorso di sabato in piazza San Giovanni sembrava chiaro che la possibilità di un’alleanza con il Terzo Polo sarebbe stata solo e soltanto una possibilità di emergenza per fare la riforma elettorale. Sembrava altrettanto chiaro che la casa naturale di questo PD fosse lontano da Casini, Fini e Rutelli. Sembrava cioè che il PD avesse finalmente trovato la sua identità socialdemocratica e quindi fosse orientato a una coalizione con IdV e SEL con tanto di primarie per leader e candidati.

Questo pensavo mercoledi mattina…

Oggi invece trovo un articolo di Repubblica in cui Bersani parla di una possibile alleanza elettorale con il Terzo Polo. Chiaramente a scapito di quella con IdV e SEL. Con annesso il sacrificio delle primarie e di qualsiasi metodo di decisionismo dal basso.

E qui arrivo a parlare del timing. Questa offerta politica è scaduta. Magari aveva senso un mese fa in ottica crisi, oppure una settimana fa con lo scopo di evitare la fuga di deputati. Ma al momento che ora si prepara una campagna epica in cui i partiti dovranno fondarsi, ritrovarsi e stabilirsi non capisco perchè il PD dovrebbe entrare in un area dove ci sono poche idee, tanti partiti e troppi interessi.

Per questo arrivo a pensare che qualcuno abbia perso il polso del proprio popolo. Si arriva a montare e smontare alleanze e coalizione sulla sola base di sondaggi e numeri. Invece ora sarebbe il momento di anteporre ai numeri un progetto. Anche se questo risultasse non vincente, comunque si sarebbero gettate le basi per una reconquista del popolo della sinistra.

La piazza sabato questo cercava e questo voleva.

Non un cambiamento di fronte cosi repentino e cosi inspiegabile che sarebbe la parola fine su questa avventura e su questo partito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...