Homo homini lupus

La domanda dovrebbe essere “Cosa devono fare i politici nelle contrattazioni tra azienda e lavoratori?”. Questa semplice domanda da il senso e la misura di cosa stia accandendo oggi e di dove si stia andando di questo passo.

Pensiamo già che il piano della contrattazione si sta spostando dal binomio sindacati-organizzazioni datoriali ad un molto più diretto tra lavoratori e datori. Questo provoca una delocalizzazione della politica industriale e lavorativa che porterà nel giro di poco ad avere zone nel paese dove il lavoro costerà maggiormente rispetto ad altre. Ma non solo. Infatti nel giro di poco le aziende seguiranno l’esempio FIAT e usciranno dalle categorie datoriali per fondare newco con il solo scopo di aggirare il contratto nazionale.

Se la principale azienda italiana agisce in questa direzione non può che aprire la strada per le altre. Quindi è logico aspettarsi il tramonto delle organizzazioni datoriali di stampo nazionale come Confindustria. Ma la logica FIAT non mira a questo, che è un danno collaterale; mira semmai al tramonto definitivo del modello sindacale italiano.

Marchionne non ha mai fatto mistero di preferire il modello a sindacato unico (USA) rispetto al nostrano modello pluralista. L’AD del Lingotto vorrebbe avere un interlocutore sindacale per la sua azienda, eletto dai lavoratori e rappresentante di tutti gli operai. Questo chiaramente semplificherebbe di molto la vita del management FIAT e, vero obbiettivo, cancellerebbe il contratto nazionale in favore di un modello basato su accordi impianto per impianto.

Ma a mio avviso la manovra dell’italocanadese mira ancora più in alto. A escludere cioè la politica da questi confronti locali sulla vita di ogni singola fabbrica e impresa. Ed è proprio qui che non riesco a capire perchè il PD non si schiera a difesa di quello che è il baluardo della sinistra.

Il ruolo della politica deve essere quello di arbitro e giudice di una trattativa tra datori e lavoratori, chiaramente governi liberisti e di destra mirano ad un minore intervento, governi socialdemocratici e di sinistra invece dovrebbero mirare a un intervento garantista e bilanciatore.

Ma è chiaro anche per uno di sinistra come me che il governo non può (e non deve) entrare nelle più piccole sottigliezze di ogni contratto locale; deve però agire per stabilire la cornice entro la quale inserire ogni contratto. E questa cornire deve essere stabilita dalle organizzazioni datoriale, dai sindacati e dal Governo. Non da Marchionne.

Quindi non riesco a capire come mai un partito di “sinistra” come dovrebbe essere il PD non difende il contratto nazionale; senza la difesa di questo strumento sarà difficile poi difendere i diritti dei lavoratori in maniera unitaria e nazionale. Diventerà una grande jungla dominata da pochi spiccioli in più o pochi minuti di pausa in più o in meno. Ognuno diventerà un lupo verso il suo collega, il suo vicino di casa, verso chiunque. Si perderà un collante sociale importante, in definitiva si perderà del tutto la coesione sociale dell’intero sistema-paese.

Questa non è una visione di sinistra. E’ una visione degna dei rappresentanti del TeaParty. E sicuramente è lontana anni luce dalla mia visione del mondo del lavoro.

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Un pensiero riguardo “Homo homini lupus

  1. Il problema secondo ha aspetti che non hai affrontato: primo, l’organizzazione sindacale come è adesso ha oggettivamente dei problemi, perchè a volte diventa difesa corporativa di settori produttivi molto piccoli, e la frammentazione delle sigle sindacali non ha fatto altro che accentuare il fenomeno. Quindi, un problema esiste, la domanda casomai è: è questo il modo giusto di affrontarlo? La risposta è no, perchè Marchionne è stato lasciato dalla politica libero di imporre un vero e proprio ricatto, peraltro senza che abbia dato garanzia alcuna di investimento. Personalmente penso che l’unico modo per uscirne sarebbe cercare di introdurre in Italia modelli di cogestione di tipo tedesco, ma sono cambiamenti così grandi che è difficile pensare che un governo ne abbia la forza, quindi la politica lascia fare a Marchionne, semplicemente perchè è più forte..
    Ciao stade!

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