Pausa e Delirio

Agosto in Italia fa rima con ferie e con pausa. Il grosso delle attività si ferma per un mese, compresa quella governativa e parlamentare. Questo può dare uno spunto per commentare la situazione attuale come se fosse una specie di fotogramma.

Italia: Per primo direi che la situazione del Governo sta diventando ogni giorno più disperata. Il PDL infatti non è più, casomai lo sia stato, al timone di questa maggioranza, mentre la Lega è diventata fondamentale non solo numericamente, ma anche politicamente.

Infatti il peso specifico degli onorevoli padani è notevolmente superiore a quelli pidiellini e forse paragonabile soltanto ai mitici responsabili. Comunque è un dato di fatto che, in questo momento, Berlusconi sta barattando con queste formazioni. Lui cede posti, leggi e visibilità in cambio della permanenza a Palazzo Chigi e di un appoggio incondizionato sulla giustizia.

Il voto su Papa non è stato un caso. La Lega (almeno in parte) ha fatto sentire la paura a Silvio, colpendo un uomo molto vicino e soprattutto su un tema molto sensibile, l’immunità. Mentre su Tedesco, al Senato, è rimasta compatta sulla linea del garantismo, cosi come erano gli ordini del Governo.

Questi casi, cosi come quello di Milanese e di Penati dimostrano come la questione morale sia da rimettere al centro della vita politica sia a destra che a sinistra. Senza molti tentennamenti o paure, si deve garantire indagini serene e non cercare la forca alla prima accusa, ma allo stesso tempo si deve essere molto accorti nella scelta delle persone candidate e, in caso di condanne, si deve essere intransigenti su coperture, immunità o escamotage per evitare le pene.

Antipolitica: il sentimento è in crescita e queste faccende aiutano notevolmente l’idea del tutto marcio, tutto da cambiare, tutto a buttare. Per fortuna però non credo che sia esattamente cosi. Il nostro enorme problema è che esiste una sacca di potere che si gira le cariche, le poltrone e i privilegi da tanti anni e che lo farà per tanti anni ancora.

Non penso che andare a protestare contro tutto e tutti servirà a molto. Perchè nella galassia della politica ci sono molte persone per bene che fanno il loro compito in maniera encomiabile e, soprattutto in paese piccoli, per pura passione.

Il vero obbiettivo di una battaglia di questo genere dovrebbe essere quello di:

  • Abolire i professionisti della politica: Non è credibile che esistano persone che non hanno altro sbocco professionale che la politica.
  • Riformare l’amministrazione: Bisogna ridurre gli enti e dargli competenze precise.
  • Riformare il Parlamento: Il vero problema, secondo me, non è il numero dei deputati, ma il loro compenso e la loro funzione. Io vedo un Parlamento in cui il deputato è eletto in un collegio e quindi deve forzatamente avere un rapporto con quella popolazione. In cui per ripresentarsi è obbligato a ricandidarsi nello stesso collegio, cosi da essere giudicato dai suoi elettori. In cui il suo stipendio viene riportato a livelli accettabili e in cui dopo il suo mandato non gode di vitalizio.

Magari queste solo solo piccolezze, ma credo che iniziare a riportare la politica ad un livello più umano sia un bel passo nella direzione giusta.

Crisi: Purtroppo non siamo l’Islanda e non apriremo inchieste contro i banchieri per dimostrare che la crisi è loro responsabilità, ma continueremo a stringere la cinghia e usciremo dal pantano con le nostre forze.

Ma in questa situazione penso sia inevitabile ripensare le strutture che governano l’economia mondiale, il FMI e la Banca Mondiale sono in pratica degli strozzini che impongono aiuti enonomici enormi in cambio di privatizzazioni selvaggie di molti asset dello stato (vd Grecia).

Ma se le scelte “politiche” vengono fatta da queste organizzazioni, quale margine ha un Governo per opporsi? L’unica via è quella islandese, ma per il 99% dei paesi è impercorribile.

Inoltre ritengo assurdo il peso eccessivo che le agenzie di rating hanno sulle economie nazionali. Questi signori di lavoro danno giudizi per altri signori (molto spesso amici) su come spendere il loro denaro. E fin qui ok, sono una specie di consulenti. Ma che una nazione debba dipendere cosi tanto da un rating di una impresa privata lo vedo una cosa da pazzi!

Mondo: Nel mondo si vive sempre peggio. La primavera araba sta stagnando, in Libia siamo allo stallo (come previsto) e in Siria siamo alla carneficina. Gli USA erano sul filo del default per colpa delle guerre di Bush, l’Europa è stata scossa da una strage in Norvegia (dove sarò tra una settimana) compiuta da un estremista cristiano contro i giovani del Partito Laburista e nel resto del mondo le cose vanno as usual.

Ma in queste righe ammassate vi riporto due casi da incorniciare:

  • Spagna: Dopo 7 anni e mezzo, uno prima della sua scadenza naturale, Zapatero ha deciso di sciogliere le Camere e di indire le elezioni generali. Così vuole dare un segnale forte ai mercati che erano un p0′ ballerini dopo la sua decisione di non ricandidarsi. Chiaramente il PSOE non ha la certezza di vincere, ma questo dimostra che gli interessi nazionali, per qualcuno, sono sopra a quelli particolari. E non per nulla, ma Zapatero si ritira dopo 2 mandati da primo ministro a 51 anni. E lascia la leadership del partito e, speriamo, del paese ad un professore di chimica, Rubalcalba.
  • Norvegia: Dopo la strage il paese è in ginocchio, a pezzi, distrutto. Era cosi impreparato alla strage che anche il sistema penale non prevede pene superiori ai 21 anni. Si diffonde cosi nelle prime ore dopo la mattanza un sentimento antidemocratico che porta la gente a chiedere la pena di morte, la messa al bando di alcuni partiti e la restrizione delle libertà per prevenire certe cose (scuola USA). Il premier Stoltemberg invece subito mette tutto a tacere con due sole parole: “Più democrazia“. Questa è la soluzione. Touchet.

Questa è la situazione che vedo. Questo è il mondo che osservo. Ora però è Agosto e tutti pensano alle ferie. Si va in pausa. Una pausa di delirio. Ci vediamo a fine mese gente. Bona!

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