E il coraggio dov’è?

Poco prima che esplodesse cosi forte la crisi del debito anche per l’Italia, stavo leggendo il libro di Naomi Klein “Shock Economy”. Un libro che parla di come si possano applicare teorie economiche iperliberiste (Scuola di Chicago, Friedman per interdersi) in paese che democraticamente non le applicherebbero mai, semplicemente sfruttando le emergenze.

Gli esempi citati nel libro sono moltissimi, dall’America Latina alla Russia, dal Sudafrica alla Cina, ma il vecchio continente è solo marginalmente citato nelle moltissime pagine della scrittrice canadese. Durante la lettura e subito dopo pensavo che la forza dell’Europa stesse nella sua tradizione di democrazia e di stato sociale, due pilastri che onestamente vedevo difficili da estirpare con una semplice emergenza.

Poi è stato il turno della Grecia. E sul primo momento ho capito cosa vuol dire “sospensione della democrazia”: d’altra parte la BCE e il FMI non facevano altro che imporre le loro cure senza che fossero approvate da chicchessia. Lo dimostra come la richiesta di un referendum sulle riforme ipotizzato dall’ex premier Papandreu ha ottenuto come risultato solo le sue dimissioni. Cioè il suo siluramento, per essere precisi.

Insomma la storia è semplice, mandare sull’orlo del baratro e poi dire che “non c’è alternativa”. Ma senza dire che l’alternativa ci sarebbe, se si uscisse dalle regole del gioco (come ha fatto l’Islanda) o se si mostrasse più coraggio nello scrivere i decreti.

Sono saltato sull’argomento Italia, dove da qualche settimana viviamo senza una democrazia vera. Siamo governati da tecnici, bravi, capaci e soprattutto al completo servizio di poteri forti. Non possono esserci altre ragioni per cui, in una manovra da trenta miliardi di euro, non si dimezzano le spese per gli eurofighters o si accenna ad un’introduzione dell’ICI per gli immobili della Chiesa non dedicati al culto. O, perchè no, non potremmo abolire o sospendere per 5 -10 anni l’8 per mille? Magari quei dindini li dirottiamo tutto sullo Stato, o semplicemente li potremmo lasciare nelle tasche della gente. Perchè allora non c’è stata una patrimoniale come avrebbe dovuto esserci?
La ragione, purtroppo, è semplice. Questo non è, e non potrà essere, il governo del coraggio. Non è li per questo. Il Governo Monti è nato e vive solo per imporre delle norme dettate dalla BCE, cioè da Draghi, e dal FMI.
Per imporre queste nuove norme non serve coraggio, serve solamente non avere niente da perdere e non dover poi andare a chiedere i voti alla gente. Ah già, ma Monti è senatore a vita, ora torna tutto!
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