Punto e a capo

C’era un film dal titolo “E alla fine arriva Polly” che potrei parafrasare in “E alla fine paga Samu” che riassume il naufragio del progetto che insieme ad altri avevamo messo in piedi da un paio di anni. Infatti, anche se le elezioni le abbiamo vinte (e bene anche) con il 52% dei voti ci sono diversi punti salienti da analizzare per quanto riguarda il progetto.

Prima di tutto, appunto, è la mia esclusione dal Consiglio. Ci può stare, certo, non è la morte di nessuno. Solo c’è da dire che essere messo al centro del bersaglio da parte di chi in teoria dovrebbe giovare della tua presenza nell’assise non lo puoi mettere in preventivo. O almeno, non dovresti. E invece è andata cosi. Montagne di merda e palate di voci false che mi vedevano venduto, traditore e perfino pronto per fare carriera in politica non portano voti. Al massimo te li portano via! Specialmente se c’è già un paniere pronto a raccoglierli.

Ma tralasciamo il discorso personale. Resto comunque membro di un partito e quindi da subito mi metto al servizio di chi è entrato. Sicuramente cambieranno le persone, ma il progetto di cambiare il modus operandi del partito a Rignano non muore qua. Nonostante qualcuno abbia preferito la scorciatoia e sia uscito subito, io ci credo fermamente e penso che quante persone abbiamo perso tante ne troveremo per rilanciare l’azione politica e culturale che questo partito deve avere sul territorio.

E qui passo a qualche considerazione di carattere generale. Primo: se la sinistra in Italia sta male, la destra è alla rovina ed il centro è immobile. Chi vince è la voglia di spaccare tutto, cioè il Movimento 5 Stelle. Che però mi puzza tanto di Lega Nord primo periodo. Molto forte nei comuni del centro nord, tante idee belle e affascinanti, un leader fuori di testa e tanta gente per bene che, ahime, lo sta a sentire. Vedremo cosa combineranno gli eletti del M5S.

La sinistra. Ebbene si. Esiste una sinistra in Italia. Malata di autolesionismo da tempi immemori, ma che, ad oggi, è maggioritaria se unita. Unita. Pare facile con una parte fondamentale che tiene in vita un governo tecnico che è forse il più destrorso del dopoguerra e l’altra che invece sfrutta la sua opposizione (o non presenza in parlamento) per ottenere visibilità? Si che lo è. O almeno lo sarebbe con un bel gesto dicoraggio.

Staccare la spina e prendersi su il paese. E di questo ne scriverò stasera.

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