Il gioco della sedia

Parlavo di una spina da staccare oggi pomeriggio. Mi riferisco al Governo Monti. La situazione può essere drammatica quanto si vuole, a livello finanziario, ma non potrà mai essere cosi tristemente beffarda a livello sociale e politico come sotto questo governo. E quindi ora è il momento di prendersi la responsabilità, ringraziare tutti i ministri per l’impegno profuso e rimandarli alle loro cattedre universitarie.

E’ cosi assurdo pensare di prendersi questa responsabilità visto che ora tutti gli altri partiti sono al disarmo e alla ritirata? Oppure abbiamo paura dei grillini? O ancora peggio non vogliamo andare alle urne perchè vogliamo riproporre questa zuppa anche il prossimo anno? Le elezioni amministrative, parziali e locali certo, ci lasciano un’immagine dell’Italia chiara: ora il PD deve per forza diventare una forza di sinistra. Solo cosi facendo potremmo dare fiato alla nuova ondata di socialismo che è partita dalla Bastiglia con Hollande.

Immagino un Governo Monti che non convoca più vertici ABC (parole di Alfano) e che nel giro di pochi giorni collassa sotto il peso delle pressioni destrorse e centriste. Il PD dovrebbe a quel punto solamente tirarsi fuori dal gioco al massacro, prendere le distanze e far crollare il castello di carte. Basta tecnici! Poi elezioni in autunno e fin da subito una scelta chiara dalla parte sinistra con SEL e IDV. L’UDC? Solo se ci sta, senza però riproporre una nuova versione del buglione prodiano. Programma di sinistra: tassazione delle rendite finanziarie, patrimoniale, incentivi per l’energia pulita e rinnovabile e cosi discorrendo.

Con il PDL in piena involuzione, la Lega ridotta ai minimi termini e costretta a lottare voto su voto con il M5S e gli altri che o ci stanno o restano marginali, la vittoria sarebbe pressoche assicurata e anche una certa governabilità. E soprattutto si ritornerebbe ad un governo che prende decisioni non in base a tabelle e solo in maniera fredda e cinica, ma bensi in base ad una ideologia che, ebbene si, non può morire. Ne oggi ne mai. E sicuramente non saranno un manipolo di professori bocconiani a mandare in pensione concetti come l’uguaglianza e il welfare.

Quindi cari miei prendiamo spunto da queste elezioni e terminiamo qualche mese prima questo esperimento di tecnoburocrazia andato male e torniamo a parlare di politica vera. Torniamo a scegliere. Torniamo a votare.

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