In Emilia trema tutto

E’ sinceramente molto strano che un terremoto si verifichi cosi lontano da catene montuose. Lontano quindi dalle faglie e dalle loro frizioni. Però stavolta è successo ed è stato anche un terremoto violento e devastante. Cinquepuntonove di magnitudo vuol dire poco più debole rispetto a quello che ha distrutto l’Aquila nel 2009. Vuol dire soprattutto paura di vedersi crollare addosso il proprio tetto o il campanile del paese, il capannone dove si lavora o il ponte che ti riporta a casa. Terremoto vuol dire notti fuori di casa, tende, sfollati, crepe, crolli, disagi. Insomma vuol dire grossi problemi. Nel migliore dei casi.

Ma il giorno dopo il terremoto vero, quello devastante, è arrivato un nuovo scossone. Stavolta politico. Ma sempre dall’Emilia. I ballottaggi hanno infatti incoronato i Movimento 5 Stelle come una forza di governo a Parma, a Comacchio e in altri centri minori. Allora mi viene da pensare perchè un cittadino di Parma se deve scegliere tra il centrosinistra e Grillo vota per quest’ultimo?

La prima risposta è “per rompere” con il passato e dare un segnale netto. Ma la rifiuto, non ci credo e non c’ho mai creduto. A Parma l’astensione ha colpito meno che altrove, sintomo che li c’è stata una forte partecipazione. Anche dei votanti di destra. Che sottolineo hanno fatto bene a votare! Infatti non credo ci si possa nascondere dietro alla scusa di chi ha sostenuto il M5S più o meno velatamente.

Seconda riposta:”perchè il programma è condivisibile”. Possibile, anzi auspicabile, ma più leggo il programma è più mi rendo conto che delle tante proposte fatte solo alcune sono realmente fattibili. Ma chi vota lo fa spesso credendo, in un atto di fede, come se le regole degli Enti Locali fossero diverse per i partiti e per il M5S. Mi dispiace per i parmensi, ma sono convinto che impareranno come amministrare non sia facile e come i margini di manovra sono stretti per tutti. Grillini compresi.

Terza risposta: “gente nuova, facce nuove, idee fresche”. Come sopra. C’è solo una grossa perplessità che mi porto dietro anche dalla mia esperienza personale; come si può coordinare un movimento locale nel tempo? Cioè, ora è logico siano tutte facce fresche e nuove, il movimento è giovane! Ma come evolverà questa schiera dineopolitici? Tra vent’anni saranno dimenticati e ci saranno altri? O magari diventaranno come i leghisti di vent’anni fa? Con soldi in Tanzania e diamanti in Svizzera? Spero di no. Per loro e per noi tutti.

Alla fine mi consolo pensando che il M5S porta tante idee nuove e che i partiti potrebbero attingerne a piene mani, soprattutto il trio PD-IdV-SEL, per riuscire cosi a dimostrare che non tutto è marcio allo stesso modo. Non a caso, per ora, il terremoto politico ha colpito solo l’Emilia, terra del nord esentata dalla Lega. Terra che aveva bisogno della sua Lega e che l’ha trovata in Grillo!

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