Il farsi male

Si sa che il masochismo è tipicamente di sinistra, ma non si vedeva episodi di cosi epica portata dalla grande ammucchiata dell’Unione e dalla sua disastrosa fine!

Ai tempi di diceva che non si poteva reggere una coalizione di tutto un po’ che andava da Mastella a Bertinotti, ed era vero. Poi è arrivato Veltroni ed il PD versione beta, cioè quella di prova, con le manie di isolazionismo (che poi erano monodirezionali, chiedere a IDV, Radicali e Socialisti), abbiamo ottenuto la peggiore situazione parlamentare del dopoguerra e perso il Comune della Capitale (Walter non dovevi andare in Africa?!?).

Dopodichè ci siamo avvitati in congressi, primarie e dibattiti (mentre Berlusconi disfaceva il suo abissale vantaggio parlamentare) e siamo giunti, nel 2009 non nel giurassico, a designare un segretario che avesse una lunga camminata nel deserto dell’opposizione da fare per preparare una piattaforma solida su cui lanciare l’assalto al governo del paese.

Obbiettivo 2013 era bene in testa a tutti. Chi non ci stava se ne andava, chi non apprezzava se ne andava. E i consensi salivano, mentre i risultati arrivavano. Poi però stavamo troppo tranquilli al nostro interno per non doversi scannare nuovamente tra noi!!!

Perchè allora a pochi mesi dalla campagna vera e propria si deve rimettere in discussione tutta la strategia messa in atto finora? Perchè si devono fare congressi prima e dopo ogni tornata elettorale? Sono queste le vere domande che allontanano la passione dei cittadini dai partiti!!!

Chiarisco meglio: Bersani ha vinto nel 2009 la segreteria e con essa il diritto ad essere il candidato naturale del partito in caso di elezioni o primarie di coalizione, Renzi sostiene che è il momento di cambiare le solite facce noto (“rottamare”). Chi ha ragione?

Dal mio piccolo cantuccio dico “Entrambi!!!” però poi mi viene un’altra domanda “Ma se vince Renzi e poi perde le elezioni politiche, qualcuno chiederà la sua testa o gli verrà permesso di fare il segretario?”

Qua sta la vera domanda politica della questione!!! Non se è meglio Bersani o Renzi!

La questione è quando si decide il leader: a ridosso delle elezioni, come negli USA, o molto prima formandolo prima come capo dell’opposizione (o in altra veste) come ad esempio in Spagna, in Gran Bretagna e in Europa in generale.

La questione non è una sottigliezza. Perchè un vincitore di primarie che perda le elezioni è un politicante morto in partiti strutturati come quelli europei. Quindi la domanda diventa, ancora più ampia, “Che tipo di partito vogliamo!?!”.

E qui mi riallaccio alla storia. I partiti all’americana sono quelli che sognava il povero Walter Weltroni, solo quelli danno la possibilità di nascondersi nella massa a chi perde le elezioni, perchè fondamentalmente non hanno una leadership politica.

Il partito che si sta creando in questi anni invece assomiglia sempre più ai partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti europei, partiti strutturati e inquadrati, con una leadership forte che detta la linea attraverso congressi, assemblee e conferenze programmatiche.

Per questo non si può ridurre tutto ad un Tizio vs Caio o Giovani vs Vecchi. Qui si ragiona di questioni molto più articolate e per tutte queste motivazioni io sosterrò apertamente Bersani in queste primarie.

E a Renzi direi: “Senti Matteo, te sei davvero un bravo amministratore e hai un grande avvenire politico, ma lascia che Bersani si sieda a Palazzo Chigi e poi lotta per diventare segretario. Il tuo obbiettivo è il 2018, non il 2013!!! Se ti candidi a segretario quando è il tuo momento potrei perfino votarti!!!”

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3 pensieri riguardo “Il farsi male

  1. ciao Stade. Secondo me la questione è un fraintendiemnto di fondo fra il ruolo di segretario e di candidato premier (o presidente del consiglio come si chiamava una volta). Prima erano due ruoli distinti e che eventualmente potevano coincidere. Ora invece sono in automatico la stessa cosa. E secondo me è uno sbaglio colossale, perchè ottieni che in caso di elezioni toppate (siano le politiche, le amministrative o quelle di condominio…) ti bruci un segretario e ne devi trovare un altro. E non è che di elementi validi ne abbiamo a iosa nel PD…

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  2. Appunto Manu! E’ per questo motivo che la strada del “leaderismo” ci porterà alla rovina!!! Prendi il partito laburista inglese, dopo Blair c’è stato Brown che ha perso le elezioni ed è scomparso… A questo punto si investe un nuovo capo, Miliband (giovane come Renzi), e gli si da il tempo per organizzare il partito come vuole. Alle elezioni prossime verrà valutato come leader e se perde, verrà scaricato!!! Ma scegliere il leader a pochi mesi dalle elezioni vuol dire sceglierlo in base a quanto è carino o teleigenico, non certo in base a quello che può o sa fare!!!

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