Il nuovo granduca

Queste primarie me le son gustate da una posizione privilegiata: Rignano sull’Arno, il paese natale del Sindaco Renzi. E anche il mio e di tanti altri volontari che hanno permesso il repeat delle primarie amministrative dell’anno scorso.

E’ stato strano perché, citando qualcuno, “E’ la prima volta che perderò le primarie a Rignano”. In realtà non è vero visto che io sono un abitueé avendo votato Marino nel 2009 e Fabio Venneri alle Comunali 2011, ma per la prima volta sentivo di non avere pressione addosso e di potermi davvero dedicare a ragionamenti politici profondi e a vedere la cosa da osservatore esterno.

Così iersera, quando si è materializzato il colpaccio di Renzi a Rignano, a Firenze e in Toscana (e subito dopo essermi assicurato che l’incendio fosse circoscritto) ho messo in fila due o tre pillole da prendere subito prima che l’acidità di stomaco porti all’ulcera l’intero PD toscano.

Primo: Renzi piace e attira gente. E’ un dato di fatto e come ha detto Rosy Bindi “dobbiamo sfruttare la sua straordinaria energia”. E non regge la storia dei nobili e dei destrorsi inquinanti, non con questi numeri! Dobbiamo essere onesti e ammettere che anche quelli che sono venuti a votare con idee di destra non possono aver spostato cosi tanti voti in cosi poco spazio e tempo.

Secondo: Avvelenare il clima fa male al PD, alle primarie e prima di tutto alle amministrazioni che governiamo tutti insieme, dalla Regione ai piccoli Comuni. E da bersaniano dico che danneggia noi, non Renzi. Aver giocato una partita al ribasso è stato un errore colossale, vincere perché gli altri non accettano regole o code era una speranza vana. Per fortuna a Rignano non abbiamo seguito questa strada. Certo, abbiamo perso ugualmente, ma almeno ora non ci troviamo un partito in mille pezzi. E tutti sappiamo che un passetto indietro ha evitato scene di follia come quelle dei comuni intorno.

Terzo: Non è automatico che da questo primo turno di primarie debba nascere un nuovo assetto partitico locale, ma da oggi mi aspetterei almeno una virata su posizioni più dialoganti e una nuova discesa nelle case del popolo e nei circoli. Per evitare che esistano due partiti, quello che dirige e quello che arriva e spazza via tutto.

Perché se la scommessa è stata cercare di togliere il popolo al capopopolo, penso che si sia inquadrato male il problema. Qua il popolo sta con il sindaco! Ed è il nostro popolo, non si deve infamare, non si deve bistrattare, lo si deve semplicemente capire. Qualcuno voleva rendere il sindaco perdente in casa, lo ha incoronato granduca di Toscana.

Ora c’è da rimetterci in cammino, cercando di tessere un nuovo rapporto con il granduca e con il popolo. Altrimenti lo spazio si stringe e restiamo da soli a dirci che siamo meglio, anche se pochi!

 

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