Ora e sempre Bersistenza!!!

Bersani RockVogliamo uno stato-partito? Oppure un partito che si radichi nuovamente sul territorio? Vogliamo rendere dignità a chi si impegna anima e corpo nelle sezioni di paese, oppure vogliamo delegare totalmente la nostra rappresentatività ogni 4-5 anni al pifferaio di turno?

La disfida di domenica 2 sarà anche questo. Purtroppo. Si, dico purtroppo perché accorpare nella scelta del candidato premier anche le sfide interne di un partito e i vari scazzi locali delle variegate maggioranze non porta a niente di buono. Noto con molto dispiacere come molti abbiamo scelto Bersani o Renzi per un principio di contrapposizione verso qualcuno o qualcosa, mentre questa sfida si sarebbe dovuta giocare attorno alle idee di lavoro, sviluppo, politica estera e via discorrendo.

La teoria per cui l’unico modo per convivere nel PD sia quella del “volemmose bene” non basta più. Renzi si è inserito in questa voragine e la sta cavalcando in ogni modo e forma. Anche travalicando quelle regole che gli hanno permesso di correre. E sbagliando pesantemente.

Ma questo ci mette di fronte alla domanda iniziale. Che partito vogliamo? Il partito liquido che immagina Renzi o quello solido e pesante che vuole Bersani? Il voto di domenica segna anche questo. Un voto dato a Renzi significa un voto per i comitati all’americana, senza finanziamenti pubblici e controllati dalle varie lobby. Un voto per Bersani è un passo verso i classici partiti europei, solidi e strutturati con sezioni e molto legati al territorio.

Per questo il mio voto andrà a PLB. Non perché non creda che il programma di Renzi non sia apprezzabile in alcune parti, anzi spero proprio che da lunedì fino alle elezioni si lavori ad una sintesi dei programmi per garantire la migliore proposta politica possibile. Ma questo lavoro lo si fa con due requisiti irrinunciabili: pacatezza e responsabilità.

E per quanto la sua sfida sia stata coraggiosa, di sicuro questi aggettivi non si rifanno a Renzi. Lo dimostra come sta gestendo questa settimana del ballottaggio, con una vampata di aggressività degna di uno che si sta giocando tutto all’ultimo tuffo. E invece, citando un motto renziano, il meglio dovrebbe ancora venire.

Ma il sindaco non è né uomo di partito né uomo di compromessi. E l’Italia, il PD e tutti noi ora abbiamo bisogno esattamente del contrario. Di un uomo di partito e un uomo che sappia anche capire chi ha idee migliori delle sue. E quest’uomo ha un nome: PierLuigi Bersani. E basta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...