Istruiteci, non ve ne pentirete!!

puntoeacapoSe c’è una cosa che uno stato lungimirante dovrebbe sempre avere sotto controllo e in cima a tutte le sue preoccupazioni è l’istruzione.

Infatti una comunità composta da persone istruite secondo le loro attitudini e le loro aspirazioni è, probabilmente, una comunità che conosce, capisce e comprende molti aspetti della vita di società. E le persone non si formano da adulte con programmi televisivi, ma bensì prendendole fin da piccole e insegnando loro un metodo di analisi e dando loro una piattaforma di valori condivisi su cui misurare ogni scelta.

Attenzione. Non un sistema di plasmatura delle menti, ma un reticolo di esperienze e di storie che possano servire come base su cui creare ognuno la propria esistenza!

E per questo il nostro sistema va profondamente ripensato in ogni suo aspetto. E’ inutile pensare alle lavagne multimediali ed ai tablet quando gli edifici crollano o quando manca il riscaldamento. Non si può continuare a sovvenzionare scuole private e religiose e non dirottare finanziamenti sulle scuole pubbliche. Non si deve pensare in prima istanza a come sistemare i tantissimi professori ordinari delle nostre università senza pensare prima ai ricercatori precari e a quelli che potrebbero aspirare a fare ricerca ed invece scappano all’estero!

Già. La ricerca. Un campo dove eccelliamo per capacità, volontà e ingegno, ma in cui siamo costretti a fuggire dal nostro paese per farlo. Una vera assurdità dovuta, penso, alla progressiva ignoranza collettiva che ha travolto l’Italia.

Ignoranza collettiva è quando si sente dire che “soldi per la ricerca sono sprecati” o “che non si capisce a cosa serva un architetto o un ingegnere”. Insomma quando l’uomo della strada pensa che la non-cultura, che lui personalmente ha deciso di non apprezzare, sia un qualcosa di cui tutti debbano fare a meno.

I sintomi sono i reality, i programmi di gossip, quelli sportivi e via dicendo. Quando un paese, culla del Rinascimento, antepone il Grande Fratello ad un bel film al cinema è il sintono finale. A quel punto è tardi ed è solo l’inizio della valanga.

Da quel momento tutto è collegato. Il menefreghismo dei ragazzini, il bullismo, la scuola come un parcheggio, l’università come status symbol, i genitori che litigano con i professori, le scuole private dove si paga per passare e via via tutto il resto.

E allora questa perversione va soverchiata!!!

E va fatto noi, non dobbiamo aspettare nessun pifferaio magico. Altrimenti poi farà di noi quel che vuole!!

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