Peperonata’s democracy

Iniziamo con un bel video…

E’ incredibile come la memoria collettiva degli italiani sia sempre più corta. Nelle elezioni di domenica e lunedì ci si presenta un bivio fondamentale per la nostra giovane Repubblica e noi come lo abbiamo affrontato? Beh, con il solito piglio da italiani stereotipati, cioè sottogamba e con molta superficialità.

Da osservatore esterno di questa campagna voglio scrivere delle sensazioni che si vive vedendo il proprio paese sull’orlo del precipizio senza che nessuno se ne accorga. Basta che la domenica ci siano le partite, il giovedi masterchef e qualche ballerina scosciata le altre sere che ci si annacqua il cervello.

 

silvio-berlusconiParto dalle cose facili: Berlusconi e la destra italiana.

Non pensavo che potesse avere la faccia davvero così mostruosamente paraculata e ripresentarsi per l’ennesima volta, uccidendo ogni speranza dei suoi pupilli di poterlo mettere in soffitta e di andare avanti. Invece si, l’ha fatto e, incredibilmente, ha portato almeno un 5% minimo di voti recuperati letteralmente dalla nettezza. Al netto direi che qualcosa non va nella testa dell’italiano di destra, visto che in 20 anni di governo la sua armata Brancaleone è riuscita a attuare politiche così protezioniste ed interventiste da far apparire il governo Prodi un governo liberista!

 

Poi c’è la Lega che è stata travolta da scandali, corruzione, collusione con le mafie e, dopo un annetto di isolamento, torna alla carica con l’alleato storico (sotto ricatto per il Piemonte ed il Veneto). Il vero obbiettivo dei verdi padani è completare l’asse padano con la Lombardia in mano al segretario-bruto Maroni, ma chiaramente qualche poltoncina romana non disgusta mani il buon leghista. D’altronde ormai saranno abituati ai palazzi romani, no?

 

E gli altri amici di Silvio? Vabbé lasciamo perdere, tanto inutile parlare di quattro sfigatelli fascistoidi che stanno a cercare qualche voto da portare in dono al padrone come prova della loro fedeltà. Lasciam fare, è meglio!

 

montiLa novità numero 1: Monti e la sua Scelta Civica.

In realtà penso che questa aggregazione rappresenti un embrione di quello che potrebbe essere una destra normale in questo paese. Ci sono i democristiani col bollino (scudocrociato) di Casini, ci sono gli ex-missini di Fini e c’è quel professore di economia, già commissario europeo ed attuale premier (nonché Senatore a vita) di Monti. Ci sono gli ingredienti per creare una forza popolare e centrista che possa diventare in futuro il perno della destra, così come in tutti gli stati europei. C’è la religione, c’è la patria e c’è la finanza.

Peccato che con Berlusconi nello stesso campo e stando alle ampie vedute dell’elettore italiano medio, nessuno capirà oggi questa operazione e quindi avranno risultati scarsucci. Spero, da avversario, che non mollino.

 

1683097-ingroiaLa novità numero 2: Ingroia e la sua Rivoluzione Civile.

Io rispetto Antonio Ingroia e la sua battaglia, ma, come speso capita, ha sbagliato tempi, modi e, soprattutto, compagni di viaggio!

1) Tempi: Buttarsi ora nella mischia come antagonista potrà essere fatale ad un senato governabile e quindi i voti dati alla sua lista al Senato saranno inutili (non supereranno mai l’8%!!) e dannosi alla coalizione PD e SEL. Insomma l’unico vantaggio sarà quello di poter dire “visto che ora fanno l’accordo con Monti”. Che nessuno vuole, ma grazie proprio a loro è un’ipotesi possibile.

2) Modi: Prendi un magistrato sulla cresta dell’onda e buttalo in politica come paladino della giustizia che entra armata di spada e bilancia nei palazzi del potere. Ricetta già vista con Di Pietro e De Magistris. Peccato solo che la politica sia molto più ampia della sola giurisprudenza, ma vabbè, cosi hanno deciso e cosi sacrificheranno Ingroia.

3) Compagni: Chi sta con Ingroia? Beh, quelli che, volenti o nolenti, non sono entrati nella coalizione Italia Bene Comune. Quindi di tutto, da Rifondazione all’Italia dei Valori, dai Comunisti Italiani ai Verdi. Solo che poi cosa faranno con quei 4 gatti che eleggeranno alla Camera? Niente. E’ solo un taxi per riportare qualcuno in Parlamento!

 

beppe-grilloLa novità numero 3: Grillo ed il suo Movimento 5 Stelle.

E’ innegabile che queste saranno le sue elezioni anche se, speriamo, perderà.

In ogni caso lui ha già vinto. E questo la dice lunga sull’attenzione degli italiani verso la politica. Vi chiedete perché Grillo non va in televisione, non fa interviste, non fa confronti, non accetta dibattiti, non consente il dissenso? Io me lo son chiesto, perché leggendo il materiale su internet alcune idee colpiscono e piacciono. Solo che restano sempre idee vaghe e generaliste e pensavo che, come tutti i politici, il programma fosse il canovaccio da argomentare a braccio durante i discorsi ed i comizi.

Invece no. Ascoltando un comizio di Grillo ci si accorge che la politica proprio là non entra mai. Ci sono invettive contro tutti, partiti, sindacati, istituzione e via dicendo, ma mai che si proponga qualcosa di nuovo. E alla domanda viene sempre risposto che il programma è su internet. E siamo già dentro al circolo vizioso del Movimento!

Le uniche proposte che vengono fatte nei comizi sono quelle territoriali, cioè quelle nate dai meetup del posto appositamente per essere applaudite e attirare gente del posto. Per questo non si possono usare mezzi di comunicazione troppo grandi, altrimenti la territorialità delle proposte viene sfumata dai problemi nazionali!

In pratica si può parlare della trasposizione in partito (uso apposta questo termine) della filosofia NIMBY (not in back yard), che purtroppo in Italia è in voga da sempre più o meno!

NIMBY sono quelli che lottano fino alla disperazione per non avere la TAV sotto la propria valle, ma se la fanno da un’altra parte allora può andare; sono quelli che la centrale nucleare non va fatta perché è vicina a casa, mentre quelle in Francia son lontane!!

Ho preso volontariamente due esempi forti per dimostrare come si può essere favorevoli o contrari ad una cosa, ma non su argomentazioni geografiche. Ma le argomentazioni al Movimento non servono! A Grillo, Casaleggio e compagnia cantante serve l’energia e la voglia di smantellare tutto. Ed è evidente che questa pulsione non può essere razionale, ma animalesca.

Quindi niente scala nazionale se non la rete, niente argomentazioni articolate e infine, e soprattutto direi, niente dibattito interno!

La storia è semplice: si parte dal forum, si discute online, si arriva ad una conclusione e quella viene vagliata chissà da chi e se approvata diventa un punto del programma a 5 stelle.

Ma se io oggi decido di entrare nel Movimento, ma che il punto X del programma non mi piace e ho idee per migliorarlo? O semplicemente ho dei dubbi? Come faccio?

La risposta è semplice: o dentro o fuori. O accetti il pacchetto completo o lo rifiuti in blocco. E per questo la strategia localistica è vincente, perché ognuno cerca il proprio punto d’interesse ed accetta gli altri senza leggerli!

Si tratta evidentemente di un livello di bassezza politica mai visto, aggravato dal fatto che il meccanismo interno di selezioni dei candidati prevede la promozione dei trombati. Quindi più tempo passi a smanettare sulla rete sui forum di Grillo e più volte verrai candidato. Assurdo.

Infine, e potrei continuare per ore, il Grillo visto esaltarsi nelle piazze contro tutto e tutti predica la post-ideologia come valore assoluto, invoca la fine dei partiti e dei sindacati e si erge come unico portatore della verità indiscutibile (chiedere a Favia o a Salsi).

E in Italia un tipo del genere ha governato già per un ventennio tra il 22 ed il 45.

Possibile che non si riesca davvero a digerire la democrazia? Ci risulta davvero cosi indigesta? Peggio della peperonata!

 

Last, but not least: BBersani Rockersani e Italia Bene Comune.

Ormai sono due anni che ci stiamo spaccando la schiena per questo giorno. Potevamo chiedere le urne subito dopo la caduta di Berlusconi e non l’abbiamo fatto perché in quella situazione le elezioni sarebbero state una follia, così c’è stato Monti. Ora dopo un anno ci presentiamo con un candidato Premier forte e passato attraverso le primarie più vere e combattute della storia italiana (forse le uniche), con tanti nuovi parlamentari, anch’essi venuti dalle primarie, e con il 40% di donne in lista.

Ma soprattutto arriviamo alle urne con una squadra forte e coesa, una coalizione di 2 partiti, regole scritte a monte e un patto di ferro tra i leader.

Abbiamo un programma scritto negli anni e con il duro lavoro delle sezioni, delle segreterie provinciali, dei forum tematici e dei gruppi parlamentari, abbiamo esperti in ogni settore e proposte argomentate per ogni domanda, abbiamo un’idea di cosa vogliamo per l’Italia e una via per arrivarci.

Siamo un partito socialdemocratico e vogliamo rinnovare anche l’Europa con le nostre proposte, siamo giovani e riempiano anche noi le piazze in molte occasioni, non viviamo solo dietro ad un PC e non ci nascondiamo dietro ad un forum.

Non inviamo lettere promettendo un rimborso fasullo, non abbiamo caricato sul nostro vascello gente che ha già minato la stabilità dei nostri governi e soprattutto non vogliamo dover fare la grosse koalition con Monti per colpa dei seggi che potrebbero mancare al Senato.

Poi certo, abbiamo anche noi i nostri difetti. Però la perfezione non esiste e chi cerca di farvelo credere mente sapendo di farlo!

Per questo siamo aperti a tutti e tutte le opinioni e proposte. Ma non accettiamo, ne accetteremo mai imposizioni da nessuno. Soprattutto se come spero vinceremo queste elezioni e faremo digerire un po’ di democrazia a questo paese.

 

Vota per l’Italia Giusta, Vota PD!!!

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