Manco perdere a modo ci riesce

anarchyPurtroppo stavolta non abbiamo perso a modo. Si dico sul serio, era molto meglio perdere bene e non avere nemmeno la maggioranza alla Camera, così la patata bollente ce l’avevano gli altri e noi potevamo fare quello che riesce tanto bene a loro: urlare e sbraitare.

Ora ci troviamo in uno stallo importante. Queste camere dovranno per forza produrre un governo e un Presidente della Repubblica, perché l’attuale non può scioglierle. Quindi per ragionare di Governi si deve partire dalla forza di maggioranza alla Camera, cioè noi del PD. No other way.

Mettiamo qualche pensiero in fila:

1)      Il governissimo con il PdL sarebbe solo l’ennesimo harakiri politico e porterebbe il M5S al 50%. Nessuno capirebbe i motivi per l’emergenza ed anzi si verrebbe additati come la casta che si arrocca contro i cittadini incazzati di Grillo. (Oltre al fatto che io smetterei di fare politica seduta stante).

2)      Il governo a progetto con il M5S starebbe in piedi se basato su un appoggio esterno all’esecutivo bersaniano. Cosi che il M5S avrebbe in ogni momento la possibilità di mandare a gambe all’aria il governo, ma partendo da 4 o 5 punti comuni del programma (conflitto d’interessi, falso in bilancio, reddito minimo garantito, acqua e sanità pubblica, legge elettorale) si può sperare di ripetere a Roma l’esperimento siciliano di Crocetta. Certo che in ottica “partitica” il M5S dovrebbe cercare di affossare tutto e portare al collasso il sistema, come han sempre detto, per ricostruire sulle macerie. Ma io credo che non siano cosi irresponsabili da farlo. O almeno lo spero.

3)      Il PD in ogni caso esce con le ossa rotte da queste elezioni. E probabilmente anche peggio dopo questo governo necessario che dovrà sostenere. Cosa dovrà fare? Inanzitutto smetterla di pensare al “se fosse” che tanto non cambia il presente. Poi mettersi bene in testa che il nostro è stato un cammino lungo e faticoso che nessun’altro ha fatto e che purtroppo molti non hanno capito. Dobbiamo chiederci se ne è valsa la pena. E in questo momento io dico di no. No perché ora tutti son bravi a dire “se avesse vinto Renzi” o “Bersani non ha carisma” e via dicendo, mentre la scommessa che stavamo facendo non era sulle persone quanto sui contenuti. Impegnare migliaia di volontari, attivisti, eletti e candidati per spremere tutte le energie di un paese non si può ridurre allo scontro tra due persone. E’ ingiusto verso chi ha vinto quelle primarie e verso chi le ha perse con onore! Noi volevamo gettare le basi per una politica diversa, fatta di confronto e di scontro interno al partito; invece siamo stati travolti da movimenti e partiti che si scontrano con il concetto di confronto! Quindi guidiamo queste fasi concitate, se ci riusciamo, poi speriamo di perdere il prossimo giro e organizziamoci per creare un nuovo centrosinistra. E se mi chiederete se vorrò ancora le primarie vi sorriderò e vi dirò “col cazzo”, meglio scegliere il miglior venditore per il nostro prodotto e mandarlo in trincea. Ci evitiamo anni di sbattimenti e pomeriggi di delusione.

Si diventa cinici a forza di delusioni e sconfitte, ma questo paese non penso meriti molto di più di quello che si ritrova, ora ne ho la piena consapevolezza e da questa riparto con molta tranquillità. Perché capire dove si sbaglia è fondamentale ed è il primo passo per migliorarsi.

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