Il grillo di Schrödinger

cat1Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l’evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso.”

Questo è il testo originale del paradosso di Schrödinger. Con questo esempio il fisico tedesco voleva mostrare con un esempio “facile” come la teoria quantistica classica si trovasse in difficoltà nello spiegare il rapporto tra fenomeni microatomici e macroatomici (l’atomo radioattivo che si disintegra e la morte del gatto).

La situazione italiana attuale mi fa pensare proprio a questo paradosso. E non con Grillo nei panni di Schrödinger, ma semmai del povero micio. Mi spiego meglio.

Nella situazione attuale il M5S ha due alternative, entrambe valide e quindi diciamo con un 50% di probabilità di avvenire. La prima è quella di dare la fiducia condizionata ad un eventuale Governo Bersani e di indirizzarne la linea politica, pena la crisi. La seconda invece è quella duropurista di chi vorrebbe continuare a urlare nelle piazze “tutti a casa” e non dare fiducia a nessun Governo.

Il grillo nella scatola con quale opzione vive? E con quale invece, muore?

Credo che Grillo & Casaleggio non siano interessati ai programmi, ma solo all’assunzione piena del potere, quindi il loro obbiettivo finale sia quello di andare al muro contro muro spingendo PD e PDL all’accordo. Questo, irrealizzabile, sogno porterebbe evidentemente altri milioni di voti ai pentastellati che potrebbero andare al governo in solitaria alle prossime elezioni.

Ma gli elettori e simpatizzanti del movimento invece credo spingano per la realizzazione delle cose scritte nel programma e magari anche in tempi rapidi. Chiaro che questo si ottiene solo con l’accordo immediato con il PD, con le forme del caso e senza snaturare nessuno, ma non ci sono altre scappatoie.

Quindi le due opzioni della scatola si scontrano con le volontà divergenti dei capi e degli elettori del movimento. Insomma Grillo è in una situazione molto scomoda, esattamente come il gatto di Schrödinger, la sua vita o morte politica non dipendono più dalle sue mosse. E questo pochi lo stanno considerando.

Infatti:

1)      Se Grillo negherà la fiducia, Bersani rinuncerà e dovremo tornare a votare al più presto, ma tutti sapranno che di fronte alle responsabilità e all’occasione di cambiare le cose qualcuno se l’è filata.

2)      Se il PD riuscirà, Dio sa solo come, ad ottenere la fiducia e ad approvare quelle riforme necessarie e condivise con il M5S, allora penso che quell’emorragia di voti potrebbe rientrare alla base.

In definitiva il grillo nella scatola ha due opzioni, ma delle strade che può percorrere nessuna porta ad un altro successo elettorale. Altro motivo per cercare di collaborare sulle cose con il PD e Bersani. Ma come ho già scritto, l’elettore pentastellato non fa tattica a lungo termine, mentre Grillo e Casaleggio si. E questo se non viene fuori in tutta la sua chiarezza rischia di far morire non solo il grillo nella scatola, ma anche molti altri fuori.

Cosi come il povero gatto dipendeva dalla probabilità dell’atomo di rompersi e quindi di condannarlo all’avvelenamento, cosi il grillo nella scatola dipende dalle scelte degli altri partiti se non vuole assumersi la responsabilità di governare. E queste scelte non sono soggette a molte oscillazioni, sono chiare e decise e vanno tutte nella stessa direzione. Quella che, povero lui, condanna il grillo e la sua scatola.

Grillo, nella scatola dove s’è infilita, è allo stesso tempo vivo (anche troppo) e morto. Solo che ancora non lo sa!

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