Meglio finire con le lobbies?

Amtaglia-raddoppia-finanziamento-partitimesso e non concesso che si arrivi ad un governo in qualche maniera, come dovremmo rivedere il finanziamento ai partiti?

Preambolo: L’unico modo per ragionarne seriamente è lasciando fuori il PdL, quindi mettendo in piedi il Governo Bersani. Solo cosi si potrà tagliare come vogliono i pentastellati e fare la legge sui partiti come vogliamo noi democratici. Altrimenti arriverà il nuovo tecnico di turno che traghetterà la nave fino alle prossime elezioni e non faremo nada de nada di quello che andiamo dicendo.

Detto ciò, andiamo avanti.

Partendo dal presupposto che in tutto il mondo democratico occidentale i partiti sono finanziati, più o meno, dallo Stato secondo gli stessi principi, si possono confrontare i sistemi vigenti in vari paesi:

  1. In alcuni paesi, tra cui noi, si prendono i rimborsi elettorali in base ai voti presi alle elezioni.
  2. In altri, Germania ad esempio, si prende una somma forfettaria annuale.
  3. In altri, tipo la Francia, si prendono gli uni e gli altri
  4. In solo pochi stati democratici, la Svizzera per dirne uno, non si spende un soldo per i partiti

Quando si citano gli USA come esempio di partiti autofinanziati si sbaglia, i Comitati Elettorali di fatto rifiutano i finanziamenti pubblici solo perchè le lobbies pagano molto di più e si assicurano cosi un candidato “ricattabile”. Questo è il vero rischio di tagliare completamente il cordone che lega i partiti alle istituzioni, di passare da macchine arrugginite e magari fuori moda a semplici esecutori del finanziatore di turno.

Un altro sistema molto ignegnoso, che merita di essere studiato, è quello del Regno Unito. Dalle casse di Sua Maestà escono sterline solo per l’opposizione, per pareggiare il vantaggio di chi sta al governo. Inoltre il capo del partito perdente ha un ruolo istituzionale e viene pagato per questo. E ci sono comunque tetti abbastanza bassi per queste spese.

In conclusione come vogliamo finanziare la nostra politica? Con sottoscrizioni e possibili rischi lobbisitici? Non dico di no a priori, anzi, visto il periodo e vista la grande richiesta dovremmo proprio abolire i rimborsi elettorali e adottare un sistema che coniughi alle capacità di fund-raising dei partiti (Cioè alla capacità di organizzare Feste dell’Unità dei volontari delle sezioni) con le doti di autonomia e democrazia degli stessi.

Ad esempio lasciamo che ogni partito prenda soldi da chi vuole, stabiliamo un tetto per le donazioni anonime e un massimo assoluto accumulabile in campagna elettorale, poi facciamo che per ogni euro raccolto lo Stato ne mette un altro dopo le elezioni per la vita del partito stesso. Tutto però corredato da una legge sui partiti che metta nero su bianco i requisiti per accedere alla “junta” di Stato. Ad esempio che quei finanziamenti debbano essere distribuiti sul territorio, dalle regioni alle sezioni, che debbano essere rendicontati e che si rischi il carcere per truffa in caso di manomissioni.

Lo so cosa state pensando. Un altro modo per girarci intorno e non abolirlo. Ma vi ripeto che se tutto il mondo lo mantiene, anche se non lo usa, ci sarà un motivo! Questa è una domanda fondamentale da porsi. Non siate travolti dall’onda emotiva, restate lucidi e calmi di fronte alla questione, altrimenti si rischia solo di combinare guai peggiori di quelli che si voleva risolvere.

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