Benvenuti in Parlamento

senatoIn due giorni di attività parlamentare i pentastellati hanno già mostrato i loro lati migliori:

  • La cittadina Marta Grande continua a sostenere che i suoi due corsi in Alabama e Cina siano paragonabili a Lauree e Master italiani, anche se non riconosciuti. Chiaro, ogni voce in un CV è importante, ma anche dargli il giusto nome è fondamentale.
  • Il portavoce Vito Crimi non ha avuto tempo di sondare online il sentimento del popolo a 5 stelle riguardo a Piero Grasso, così non è riuscito a impedire che 10 senatori l’abbiano votato scegliendo “un raffreddore piuttosto che la peste bubbonica” (cit. Grillo).
  • Un’altra cittadina deputata ha rifiutato di presentarsi con Rosy Bindi e se n’è vantata sulla propria pagina facebook. Chiaramente e giustamente è stata subissata da critiche più o meno pesanti! Una cosa è l’apprezzamento politico e personale, un’altra dovrebbe essere l’educazione.
  • Il Capo assoluto aveva predetto un 10% di traditori del movimento e, a giudicare dall’inizio, c’ha azzeccato! Solo che il traditore è colui che si discosta dai suoi precetti e quindi se lui decide che “sono caduti in una trappola” allora si possono perdonare.

Mi permetto un paio di riflessioni:

  1. Se falsifichi il tuo Curriculum Vitae sei da biasimare. Se ti impunti sul volere ragione sei anche stupida. Anche perché, ricordiamolo, i candidati pentastellati sono stati selezionati anche in base al curriculum!
  2. In Senato come alla Camera le decisioni last minute ci saranno sempre e il principio della democrazia rappresentativa serve proprio per delegare qualcuno. Trasferire le strutture della democrazia diretta nei luoghi delle istituzioni non è facile, nè banale, nè tantomeno immediato. Il modello a 5 stelle funziona se gli altri seguono schemi predefiniti con tempi lenti e macchinosi. Altrimenti va in difficoltà.
  3. L’odio che certa gente ha riversato su molti politici ha raggiunto un apice vergognoso e alcuni eletti grillini sono i tipici esempi di cane rabbioso pronto ad azzannare la sua preda. Solo che dovrebbero scindere tra le situazioni favorevoli a raggiungere il loro target e le situazioni di arroganza e maleducazione gratuite.

Un’ultima riflessione me la concedo sul discorso della democrazia interna nei gruppi. Io sono perfettamente d’accordo sul fatto che votare in disaccordo col proprio gruppo sia grave e meritevole di conseguenze disciplinari, ma solo se il gruppo ha regole collaudate di discussione e di approvazione interna, non quando si deve semplicemente comportare da esecutore di un qualcuno extra et super pares.

Nel caso Grasso (e in tanti altri che verranno) non ci sarà il tempo per consultare la base e le decisioni dovranno prenderle da soli oppure direttamente da Grillo. Nel primo caso allora si può parlare di infrangere le regole del gruppo, nel secondo mi viene difficile parlare perfino di gruppo!

Quindi se il buongiorno si vede dal mattino… Benvenuti in Parlamento! Sarà un piacere per davvero!

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