La carta da giocare

sondaggiAd un mese dalle elezioni ci si interroga ancora su come avremmo potuto evitare questa situazione e la risposta pensata da molti è solo “con una nuova legge elettorale. Ma come suggerito nel Manuale del Giovane Turco, che sto leggendo, non è la legge elettorale che deve determinare un vincitore netto, quanto gli elettori!

Purtroppo questo concetto, che era alla base della Prima Repubblica e di tutte le democrazie proporzionali del mondo, è diventato antiquato di fronte alla necessità di governabilità della Seconda Repubblica e se paragonato alle democrazie maggioritarie come USA, Regno Unito o Francia.

Ma non è proprio tutto qua, infatti la Germania e la Spagna che viaggiano con il sistema proporzionale non hanno avuto mai grossi problemi di governabilità e solitamente mai si son viste elezioni anticipate. Cosi come la culla del sistema maggioritario a collegio, il Regno Unito, ha sperimentato alle ultime elezioni la presenza del terzo partito che ha sottratto ad entrambi i poli la maggioranza, diventando l’ago della bilancia.

Cosa voglio dire? Semplice: non c’è solo questa porcata di legge da cambiare, ma anche il modo con cui i partiti si raffrontato al voto. Un partito dovrebbe prendere dalle urne i dati per migliorarsi all’interno, ma cercare di dare alla Repubblica un contributo a prescindere dal risultato ottenuto.

Esempi:

  1. I LibDem inglesi avevano in mano l’intera legislatura e hanno deciso di sposare i Conservatori di Cameron in cambio di un referendum sul cambio di legge elettorale, che è miseramente fallito. Nonostante questo non hanno fatto saltare il banco, anche consci dell’emorragia di voti verso il Labour, per il senso di responsabilità verso la cosa pubblica.
  2. La Grosse Koalition del primo cancellierato Merkel fu un momento critico per la Germania. Le elezioni avevano dato un pareggio e non c’era coalizione vincente, cosi l’unica soluzione fu un governo CDU-SPD che penalizzò i socialdemocratici alle elezioni successive, ma che probabilmente ha dato un situazione molto più tranquilla alla Germania ora che siamo in piena crisi.
  3. In Francia il secondo mandato presidenziale di Chirac arrivò dopo il ballottaggio contro il Front National di Le Pen e in quell’occasione il Partito Socialista dette indicazione chiara di votare per Chirac. Senza nascondere la tremenda sconfitta, ma prendendosi le proprie responsabilità di fronte al paese.

Potrei proseguire, ma mi fermo qua e penso che in Italia operazioni del genere non si sono mai verificate per motivi logici e ragionevoli, ma di difficile spiegazione storica. Se penso che la legge Calderoli è pensata per un sistema maggioritario secco, bipartitico, e ha prodotto un sistema tripolare senza maggioranza penserei ad una situazione tipo UK (es.1), ma nel nostro caso nessun asse è possibile in quanto:

  • PD+PdL: Non si può fare perché c’è Berlusconi, perché non abbiamo un punto di programma comune, perché abbiamo già visto la lealtà dei pidiellini di fronte alle responsabilità e la loro velocità nel fuggire dal Governo e nello scaricarci la merda addosso. No, non ci sono paragoni che tengano con la coalizione SPD+CDU. Nun se po’ fa!!!
  • PD+M5S: Sarebbe la soluzione ideale per affinità programmatica e per dare una scossa al sistema, ma non se ne farà niente perché i grillini sono diffidenti ed hanno la puzza sotto al naso, sono addestrati a dire di no e seguono rigidamente la non-disciplina del movimento. Se po’ fa, ma nun se farà!
  • PdL+M5S: Non c’hanno i numeri ne tantomeno idee in comune. Non se ne parla proprio!

E allora come si farà? Sinceramente dopo il tentativo a vuoto di Bersani, dovremmo iniziare a lavorare nelle Camere anche senza un Governo ad una nuova legge elettorale che ci porti a Giugno a votare per una Convezione che riscriva del tutto le regole del gioco.

Buttiamo tutto sul tavolo e vediamo chi bluffa e chi fa sul serio. D’altra parte credo che i cambi di Repubblica si facciamo con cambi sostanziali, non solo formali!

Io come ho già scritto molte volte vorrei rendere valore alla parole rappresentanza e quindi proporrei un sistema maggioritario a doppio turno a collegi, con l’obbligo per i parlamentari uscenti di ripresentarsi nello stesso collegio. Cosi avremmo deputati eletti direttamente e conosciuti sul territorio, un doppio turno che permetta di fare due scelte (la prima di valore assoluto, la seconda sul “po’ meglio”) e una regola che permetta di giudicare eventuali salti di casacca senza imporre vincoli di mandato alcuno.

Poi certo vorrei un bicameralismo imperfetto e un Senato delle Regioni con funzioni consultive di politica interna. Ma facciamo un passo alla volta e facciamolo con il sorriso sulle labbra, d’altra parte ogni situazione presenta sempre una soluzione facile e mille possibilità di miglioramento più complicate. In questo caso la soluzione facile sono le urne senza cambiare niente, quelle difficili sono il Governo Bersani o questa ipotetica Convenzione.

O forse nessuno, né politico né semplice cittadino, vuole realmente un cambiamento; perché alla fine questo gattopardismo fa comodo a molti e in fondo per sentirsi bene la sera prima di dormire basta ripetersi nella testa:  “tanto non cambia nulla, tanto son tutti uguali, tanto è inutile”

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