Disastro tecnico

terzi-maro-225764_tnPer una volta non parlerò del futuro governo, ma del vecchio, ed ancora in carica, esecutivo tecnico. Per risollevarsi dal baratro dove ci aveva portato Berlusconi ci siamo affidati ad un governo composto da sette professori universitari, cinque dottori generici, un avvocato, un magistrato, un professore-avvocato, un banchiere, due giuristi, un prefetto, un ambasciatore e un ammiraglio. E nonostante questo enorme know-how hanno fatto più danni della grandine!

Certo che lo spread ora è tornato a livelli umani, anche se ricordo che con Prodi (ah, questo vetusto ricordo…) era a quarantasette. Ora, ahimé, ci sentiamo meglio se scendo sotto i trecento! Ma, al netto del discorso del differenziale tra i nostri titoli e quelli tedeschi, cosa che ci permette di pagare stipendi pubblici, pensioni e (ci permetterebbe) di saldare i debiti della Pubblica Amministrazione, il Governo Monti ha proprio cannato ogni altra decisione e/o posizione.

Basta prendere il caso marò che sta angosciando il nostro paese.

Non si capisce bene cosa sia successo a bordo dell’Erica Lexie e perché i nostri due fucilieri abbiamo aperto il fuoco contro un’imbarcazione da pesca indiana. Certo è che non è stata una bella cosa, ma un tragico incidente in acque infestate dai pirati. Detto questo, tutta la tessitura diplomatica tra i nostri “pontieri” e quegli indiani sembrava procedere bene e penso che non fosse un azzardo pensare ad una soluzione completamente non-conflittuale.

Allora perché dichiarare urbi et orbi che i nostri soldati non sarebbero tornati in India dopo il permesso elettorale? Per poi fare marcia indietro prima della scadenza sotto l’evidente ricatto del nostro ambasciatore ostaggio nel subcontinente indiano? C’era l’ipotesi di rompere le relazioni diplomatiche per i nostri due valorosi fucilieri? Bene, cioè male, però almeno facciamolo a furbo, non  a bischero!

In questa maniera abbiamo rispedito i marò in India, abbiamo indispettito le autorità indiane e soprattutto abbiamo mostrato al mondo intero cosa vuol dire “italian style”. Di certo ora non potremo richiedere permessi premio o agevolazioni, nonostante venga ripetuto che i due soldati siano trattati a parte e godano di una certa libertà vigilata. Il vero obbiettivo era quello di portare il caso di fronte ad una corte internazionale, in quanto il fatto è avvenuto fuori dalle acque territoriali indiane; ora possiamo scommettere che i nostri punti di forza siano stati rovesciati mentre le debolezze indiane siano diventate enormi sicurezze di fronte al pericolo reale di impunità.

Eppure dovremmo conoscere la situazione anche dall’altra sponda, visto come andò con la tragedia della funivia del Cermis. Allora gli USA ci fregarono bene bene e ci tolsero ogni giustizia, cosi non dobbiamo stupirci se in India oggi la cercano veementemente. Dovremmo far valere le ragioni del diritto e del nostro ordinamento che ci impone di proteggere dalla pena di morte anche i rei confessi. Ma senza cercare scorciatoie o trucchi come fecero gli americani con noi.

Dovremmo smetterla di ragionare di panza e accendere un po’ il cervello. Se due militari uccidono un pescatore è giusto vengano processati; il compito del governo doveva essere proteggerli da un processo indiano quando il reato è avvenuto in acque internazionali, non farli scappare di fronte alla giustizia! E guardate un po’ in che merdaio li hanno lasciati ora. Un bel disastro, tecnicamente ineccepibile!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...