Non morirò democristiano

camillopepponeIn questi giorni Renzi ha bacchettato il PD e la politica romana colpevole di perdere tempo in chiacchere, sotterfugi e girigogoli. Come ho già scritto ieri sono d’accordo con questa lettura, mentre sono molto distante sulle conclusioni che trae il Sindaco di Firenze.

Lui parla con la dolcezza di uno che si è fatto da solo e propone forti spinte al cambiamento, d’altronde non dimentichiamo che nella sua giovinezza Renzi ha già alle spalle un mandato da Consigliere Comunale a Firenze, una Presidenza di Provincia e l’attuale poltrona di Sindaco. Oltre ad esser stato segretario provinciale della Margherita. Niente di male, meglio partire dalla periferia e arrivare al centro che crescere nelle buie stanze dell’apparato per poi non riuscire a comunicare con nessuno che non legga l’Unità o guardi Repubblica.tv.

Renzi è parte del sistema, ma figura come uno esterno ad esso. E chiaramente lui si crogiola in questo brodo. Ora chiaramente spinge sulla lentezza del sistema perché lui non può esserne un colpevole, mentre Bersani si. E se il PD facesse l’accordo con il PdL sarebbe uguale, lui non c’entrerebbe niente. Bersani invece si.

Comunque la si rigiri aver perso le primarie ha fatto splendidamente il gioco di Renzi oggi.

Quello che noi, bersaniani, non abbiamo mai avuto è il piano B.

Nel senso; ad oggi la nostra linea (e quella del partito, approvata in direzione) è 8 punti programmatici, tentativo parlamentare con il Movimento 5 Stelle altrimenti voto. Punto. Un po’ di respiro corto visto che Grillo (inutile parlare al plurale) c’ha sbattuto lo streaming in faccia e il nostro Premier incaricato è stato preso per il culo da due che Dio ce ne liberi.

Tornare da Napolitano con le palle strette nella morsa dei tempi e senza possibilità di sciogliere le Camere è stato una Waterloo e la scelta del Presidente di prendere tempo (o perderlo…) con i dieci Saggi ne è la diretta conseguenza. Ormai è evidente che si sceglierà prima il prossimo arbitro e poi si dipanerà la matassa, nel frattempo però i problemi resteranno sul tavolo e quindi si che do ragione a Renzi!

Come vedete non se ne esce. In nessun modo. Qualsiasi cosa sia stata fatta o sia possibile fare finisce sempre con la colpa addossata al PD e a Bersani.

Per questo spero fortemente che d’ora in avanti non si subordini nessuna scelta nostra a trattative o ad accordi con altri.

Votiamo il Capo dello Stato? Bene, il pallino del gioco è in mano nostra e noi facciamo i nomi.

Iniziamo i lavori parlamentari come propongono molti deputati democratici? Bene, iniziamo dalle nostre proposte!

Votiamo una nuova legge elettorale? Non barattiamo niente, mettiamo paletti fermi e giusti.

Ridiamo un po’ di senso alla politica alta e pretenziosa. Rivoltiamo questo paese come un calzino. E siano gli altri a tirarsi indietro. Poi se la gente nell’urna li premierà ancora una volta, vorrà dire che abbiamo sbagliato. Ma non arrendiamoci ad inseguire Grillo o Berlusconi, perché noi siamo altra roba.

Noi siamo diversi e se non volevo morire democristiano ci sarà un motivo, perché non posso essere quello che non sono. Ne fare finta di esserlo.

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