Goodbye Maggie

Thatcher MandelaAnche i duri alla fine cedono. Ed oggi è toccato a Margaret Thatcher. La Lady di ferro che guidò il Regno Unito dal 1979 al 1990 nel decennio della deregulation selvaggia e della guerra delle Falklands. Ma non solo questo.

La sua simpatica carriera inizia bene quando da membro del partito conservatore, allora all’opposizione, vota a favore dell’aborto e della depenalizzazione dell’omosessualità, condendo però il tutto con un bel voto a favore anche del mantenimento della pena di morte (Dio solo sa cosa avrebbe combinato poi se avesse avuto anche questo strumento…)

Le sue posizioni forti e ben argomentate le valgono la chiamata prima nello shadow cabinet e poi nel governo di Heath come ministro dell’Istruzione. E cosa fai quando ti occupi di bambini e di educazione? Gli togli il latte!! E cosi abolì la distribuzione gratuita di latte ai bimbi tra i 7 e gli 11 anni (Da qui “Thatcher, the milk snatcher”).

Il Governo Heath cade (chissà perché) e lei diventa, come outsider, la leader del partito, ma perde le elezioni. Cosi se ne sta cinque anni all’opposizione cementando il suo consenso tra i conservatori con frasi tipo:

  • Socialist governments traditionally do make a financial mess. They always run out of other people’s money. It’s quite a characteristic of them
  • Britain is no longer in the politics of the pendulum, but of the ratchet
  • My job is to stop Britain from going red
  • People are really rather afraid that this country might be rather swamped by people with a different culture. […] We are not in politics to ignore peoples’ worries: we are in politics to deal with them

Poi succede che ci sono forti scontri sul fronte del lavoro e numerosi scioperi minano la stabilità del sistema inglese, i servizi pubblici sono al collasso e la disoccupazione cresce. Cosi nel 1979 Maggie diventa Primo Ministro.

Come prima cosa pensa di abbattere l’inflazione alzando IVA e tasso d’interesse, cosi nel giro di un anno si ritrova con il doppio di disoccupati, ma l’inflazione sotto controllo. Alla dine del primo mandato ha messo in ginocchio l’economia reale della Gran Bretagna.

Poi c’è il lato duro della Signora Thatcher. Quello verso i suoi nemici o quelli dei suoi amici: esemplare l’assalto all’ambasciata iraniana a Londra con l’uccisione di tutti i terroristi o il divieto di usare il termine sandinista riferito al rovesciamento del dittatore nicaraguense Debayle.

E cosa dire sul rapporto con l’Irlanda?!? La Lady di Ferro fa morire di fame dei prigionieri dell’IRA piuttosto che rendere loro lo status di prigionieri politici (che era stato dato loro dal governo precedente, mica se l’erano inventato!).

E le Falklands? Beh, lì entra in gioco l’orgoglio britannico e si entra in guerra contro una giunta militare. Giusto o no, risalta molto il contrasto tra la guerra contro l’ArMinersStrikeUKgentina e la profonda amicizia con Pinochet, che, guarda caso, verrà protetto fino all’ultimo dal Regno Unito. Strano no?

Nel 1983 vince ancora le elezioni ed il secondo mandato inizia col botto: due scioperi ad oltranza (Minatori e portuali) che aspettano solo di essere repressi. Cosi niente trattative, niente concertazione. Manganello e giù legnate. E dopo un anno ci credo che le Trade Unions piegano la testa.

Notare che la Thatcher faceva spiare i suoi ministri. Cosi, a sciogliere la tensione…

E nel tempo libero liberalizza l’impossibile: Britsh Airways, Gas, Telecom, Steel e sopprime quelle autorità locali roccaforti del Labour (es. London City Council), in più definisce Mandela un terrorista e resta a fianco del regime dell’Apartheid sudafricano (Diamanti, metalli?!?).

Nonostante questo e grazie alla spaccatura della sinistra (Tutto il mondo è paese) vince ancora le elezioni nel 1987, ma gli effetti della sua politica mirata sui grandi affari e lontana dall’economia reale si cominciano a vedere. Cosi l’economia frena, lei impone nuove tasse, la gente attua uno sciopero fiscale, ma lei non molla. Inoltre cambia idea anche sull’omosessualità, varando leggi contro essa.

Si oppone fermamente ad ogni passo in avanti all’integrazione europea o alla moneta unica e questo, insieme a tutto il resto, provoca la sua caduta. E la fine del suo percorso politico. Che però, a mio avviso, è tuttora presente nel mondo in cui viviamo, con l’eccesso di liberismo, la deregulation selvaggia in settori sempre più ampi della vita pubblica, lo sguardo sempre traverso verso chi sciopera e via discorrendo.

Oggi non se n’è andata una povera signora. Se n’è andata colei che ha portato il veleno alla bocca della società moderna, colei che ha causato (non da sola chiaramente) una catena di eventi che ci stanno punendo ancora oggi.

Mi dispiace Maggie, ma ne hai fatte e dette troppe per farti rimpiangere. Non mi mancherai. Addio.

Ah, no… Ti ricorderò cosi, come esempio negativo.

Non esiste una cosa come la società. La vita è un arazzo di uomini e donne, la gente e la bellezza di questo arazzo e la qualità della nostra vita dipendono da quanta responsabilità ognuno di noi è disposto ad assumersi su noi stessi e quanto ognuno di noi è pronto a voltarsi e aiutare con i nostri sforzi coloro che sono sfortunati”

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