Vigliacchi

VigliacchiComincio dalla fine: Bersani si dimette da segretario del Pd. Ed io gli mando un enorme abbraccio virtuale. Grazie.

Vado a ritroso: Bersani ha fatto molti errori, soprattutto negli ultimi giorni, ma dopo la votazione su Prodi mi pare evidente che il più grosso di tutti i suoi sbagli sia stato fidarsi dei vigliacchi che ci sono nel partito. E’ chiaro che la fazione che vuole accordarsi con Berlusconi e Monti per una Grosse-koalition non ha seguito l’indicazione di votare Prodi, nonostante sia stato scelto per acclamazione.

Ma vabbè, queste cose sono sempre successe, soprattutto quando nei partiti non ci si vergognava di appartenere ad una corrente. Oggi invece son tutti bravi a parlare di pulizia, trasparenza e via discorrendo, per poi spedire i loro scagnozzi ad accoltellare alle spalle il proprio segretario o le sue proposte.

L’errore fatale dell’entourage democratico è stato quello di fidarsi delle proprie anime senza poter trovare una personalità unificatrice di tutto il partito; attenzione, ho scritto di non potere, non sapere, perché credo che se neanche Prodi non è ritenuto tale allora nessuno potrà mai esserlo.

Marini era il candidato dell’accordo con il centrodestra e quindi è stato affossato dall’ala sinistra del partito, Prodi doveva essere il candidato giusto per ricompattare il PD e la coalizione. Ma niente. Rodotà probabilmente verrebbe votato dall’ala sinistra, ma non dai centristi; insomma con questa situazione non c’è una linea da seguire. Non c’è un partito. Perché è tutto finito.

E vorrei rivolgermi a chi ora sta festeggiando le dimissioni di Bersani o della Bindi, a quelli che infamavano Prodi e quelli che “se c’era Renzi”. Io una mia piccola ipotesi in testa ce l’ho: Prodi al Colle era probabilmente un preambolo a Rodotà primo ministro, con la quasi certezza del sostegno dei 5 Stelle. Quindi un Governo stabile e la prospettiva delle urne più lontana. E Bersani anima e corpo sul partito.

Fate un conto e provate a cercare chi, tra i capobastone, ha tratto benefici da questa situazione. Sono quelli che non vogliono accordi con Grillo, ma con la destra. Oppure che vogliono le urne subito. E non basta scrivere su facebook che si è coerenti e non si fanno queste cose, per un crimine come questo servono un movente, pochi franchi tiratori e alcuni alleati che condividano l’obbiettivo finale.

Poco importa se prima e dopo si torna su due fronti opposti, l’importante è il momento. E segare le gambe a Bersani. Per questo credo fermamente che dietro a quei cento-e-uno traditori vi siano gli ex-popolari, i renziani e i dalemiani. Ognuno avrà il suo motivo, ognuno avrà dirottato una ventina di voti per non far passare Prodi al primo colpo, realizzando solo dopo che la loro sinergia aveva dilaniato il partito, il parlamento e la nazione intera.

Ora ci vuole coraggio. Niente schede bianche o mosse attendiste, viriamo su Rodotà con chi ci sta e poi contiamoci per bene, ma almeno contiamoci sapendo di avere una coscienza pulita, non come chi trama di nascosto per prendersi un partito al costo di svuotarlo completamente da ogni senso.

Chi ora sta festeggiando non ha capito la gravità della situazione. Ma spero di sbagliarmi e che stiano festeggiando perché hanno tutto pronto per risollevare il Pd, l’Italia e le istituzioni.

In bocca al lupo.

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