Italian Rhapsody

elezioni_schedaIl primo turno amministrativo è archiviato con una netta affermazione del CentroSinistra. Questo mi ha dato la spinta per riprendere a scrivere sul mio blog dopo venti giorni di silenzio. Ma mettiamo in ordine qualche tema uscito da queste urne:

  1. 1.        Astensione: Il fenomeno si fa sempre più largo e giustamente i media ed i politologi italiani si intimoriscono, abituati a percentuali di votanti stabilmente sopra l’80%. Ma questa contrazione dell’elettorato, seppure in elezioni amministrative, come va letto? La mia opinione è che rispetto alle elezioni pre-politiche, i primi mesi di legislatura abbiamo gettato più di qualche ombra sul Movimento 5 Stelle e che gli elettori che si erano rivolti a Grillo come ultima spiaggia siano tornati sui loro passi, cioè a gonfiare il bacino dei disillusi e non votanti.
  2. 2.        CentroSinistra: Queste elezioni locali hanno dimostrato che il concetto di CentroSinistra non è per niente morto, è solo rimandato. E vive e prospera negli enti locali. La grande performance di Marino nella Capitale poi è la dimostrazione che un profilo più spiccatamente socialdemocratico spinge gli elettori a polarizzarsi e questo premia la Sinistra.
  3. 3.        Movimento5Stelle: Qua si parla di flop, crollo e via discorrendo, ma la mia spiegazione, come scritto sopra, è un’altra. Semplicemente una fetta di voti presi a Febbraio non ha confermato la preferenza per il Movimento una volta vista all’opera la rivoluzione su scala nazionale. Fino alle politiche molti vivevano di aspettative e questo portava il dato a crescere di elezione in elezione fino a gonfiarsi in una vera e propria bolla elettorale, che è esplosa in occasione di queste amministrative. La tranquillità ostentata da Grillo probabilmente mostra il vero lato del Movimento, che con il 25% di voti non ha saputo (e voluto) assumersi responsabilità, ma che con il 15% si collocherebbe esattamente là dove ha sempre detto di voler stare: sopra e dietro gli altri partiti, per controllarli meglio.
  4. 4.        Larghe Intese: Ho letto, tra i vari commenti, che Letta ed Epifani hanno sentenziato che questo voto “cementa le larghe intese”. Cioè, forse non ci siamo proprio capiti! La gente in queste elezioni aveva più o meno tre scelte (quattro con l’astensione): CentroSinistra, CentroDestra o M5S. Non mi risulta da nessuna parte che abbia vinto qualche candidato figlio della Grosse Koalition! Non votare non vuol dire avallare la situazione attuale, che deve rimanere una situazione emergenziale. Non dobbiamo nemmeno per scherzo far passare l’idea che questa condizione ci garbi. Posso capire che piaccia a Letta, posso immaginare che Epifani provi a sembrare vincente per qualche (chissà…) motivo, ma non sentire risposte indignate a queste parole mi fa molto strano!

Un ultimo pensiero a margine sul fatto che nei paesi occidentali di solito il tasso di partecipazione elettorale oscilla tra il 50% degli USA ed il 80% dell’Italia, con una media solitamente intorno al 60-65%. Non che mi auguri un calo ulteriore dei votanti, ma certe volte bisogna porsi la domanda: “E se invece tutta questa astensione non fosse un male?”

A risentirci per la risposta!

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