Ostruzionismo interessato

movimento-5-stelle-ostruzionismo-camera1-770x498Finalmente i Grillini stanno dando sfogo alle loro tanto ben sperate nuove maniere con una bella iniezione di ostruzionismo di ellenica memoria! Sono due giorni pieni che Montecitorio discute i 151 Ordini del Giorno presentati dal Movimento 5 Stelle per protesta contro il voto di fiducia chiesto dal Governo sul decreto del fare, ma facciamo qualche passo indietro.

Primo: io non sono un fan di questo Governo, lo sanno anche i muri, ma se sta qua ce lo dobbiamo far garbare e quindi meglio che faccia qualcosa piuttosto che niente, quindi ben vengano le proposte in materia di economia e rilancio occupazionale.

Secondo: gli emendamenti presentati nelle commissioni hanno avuto destini strani, da un lato ci sono un pugno di modifiche approvate dal Governo (tipo il DURT) e quindi ora parte del testo, dall’altro ci sono i resti della montagna di 800 proposte seppellite dalla fiducia. La cosa buffa è che di questi 800, 400 venivano da Grillo e i deputati pentastellati avevano accettato di ridurli ad 8 soltanto a patto che questi 8 venissero accettati tout court, senza scorporamenti o trattative. Chiaramente una cosa che “non si può sentire” e che è stata rimbalzata, scatenando l’ira del Movimento e la successiva decisione ostruzionistica. Inoltre non va dimenticato che proprio il DURT introdotto grazie ai grillini, è già oggetto di tre emendamenti soppressivi al Senato proprio del Movimento 5 Stelle. Come a dire, idee chiare e strategie nitide.

Ma vabbè, son ragazzi, ci stanno piccole sviste… Anche se la cinghia l’ha tirata il buon vecchio Grillo che è stato ripreso da quelle piccole – medie aziende che sono la base del suo consenso. Come a dire: ad ognuno la sua lobby.

Comunque il dato è che il Movimento fa ostruzionismo. E ci può stare.

Se non fosse che il vero nodo non sia questo decreto, ma la discussione del disegno di legge di riforma dell’articolo 138 della Costituzione, cioè quello che detta i modi per la revisione costituzionale (2 passaggi per camera a distanza di 6 mesi, maggioranza di due terzi o referendum consultivo).

Leggendo sul blog di Grillo sembra che da un giorno all’altro l’Italia stia per passare da una Repubblica ad un paese guidato da una giunta militare e che si debba stare attenti a prendere un aereo se non si vuol fare un tuffo nel Tirreno. Ma come per qualsiasi altro articolo della Carta, anche modificare il 138 richiede 2 passaggi alla Camera e 2 al Senato, maggioranza di due terzi o un referendum, quindi sinceramente non si capisce la strizza cosi impellente di dover bloccare l’intero Parlamento per qualcosa che passerà altre tre volte almeno dai banchi parlamentari.

Soprattutto, se si hanno critiche nel merito e nella sostanza, non si blocca un altro decreto a monte per creare un ingorgo che coinvolge anche la legge sull’omofobia, il decreto per il finanziamento degli ecobonus e altri provvedimenti minori. Se si hanno argomenti si affronta la battaglia con quella tempra che i deputati del Movimento dimostrano di avere, ma che hanno problemi ad indirizzare.

Viviamo in un paese che parla di riforme istituzionali da decine di anni, ma non ha mai cambiato una virgola della propria Costituzione. Cosa sacrosanta, per l’amor del cielo, ma che forse ha bisogno di oliare un po’ di meccanismi di revisione delle proprie regole. Questa legislatura ha, contronatura, messo insieme il diavolo e l’acqua santa, ma con questi numeri c’è la concreta possibilità di fare qualche riforma in tempi ragionevoli. Non dimentichiamo che lo stesso Letta con il ministro Quagliariello ha profilato un processo di 18 mesi per arrivare alla fine del iter parlamentare.

Le riforme si dovrebbero fare con tutti, perché le regole si scrivono insieme, non da soli, ma è difficile pensare che un gruppo di persone volenterose (i parlamentari 5 Stelle) e per bene al servizio di un demagogo (Grillo) e di un pazzoide (Casaleggio) possano divincolarsi da questo abbraccio mortale.

Sapete io credo che se si arrivasse ad una riforma istituzionale e ad una elettorale, questo Governo sarebbe finito il giorno dopo, quindi da un lato non credo nella fretta di Letta di spingere sulle riforme, dall’altro penso che rallentarle faccia anche il gioco di Grillo che, dopo le amministrative, forse qualche domandina se la starà facendo.

Sarà il gioco delle parti, ma credo che i poverelli che stanno facendo nottate di ostruzionismo non capiscano il vero fine di tutto ciò, il vero interesse che c’è dietro alla loro valanga di parole. Tanto chi conosce questo fine ultimo se la starà dormendo a Genova o a Milano, senza curarsi molto di loro, perché uno vale uno, si, ma voi non contate un cazzo rispetto ai loro obbiettivi!

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