The Nobel Prize War

Obama_Bush_NobelIl dibattito italiano di questi giorni è incentrato in ordine su: durata del Governo e decadenza di Berlusconi, Congresso PD e solo poi sulla Siria. Come se vivessimo in una serie di scatole cinesi in cui possiamo guardare e commentare quello che accade nella nostra, senza mai alzare la testa per vedere che combinano gli altri. Certo, molto fa il nostro storico catastrofismo per cui la minima minchiatina che accade in Italia può portare all’estinzione del genere umano, mentre guerre e civili gassati nel Medio Oriente non son poi cosi argomenti che ci tocchino da vicino.

Forse sarà perché per una volta ci siamo schierati compatti dalla parte dei pacifisti (cioè con Iran, Cina e Russia!!!) e non siamo andati a traino dello Zio Sam, che non c’è molto rumore sull’argomento. Solitamente anche il solo parlare di azioni militari portava a crisi di Governo, attacchi di panico collettivi e azioni dimostrative in ogni dove.

È evidente che l’azione militare presenta troppe incognite per essere appoggiata: prima di tutto bisogna chiedersi chi sono i ribelli e cosa faranno se dovessero prendere il potere, poi si deve capire che portare instabilità nell’area non può essere una decisione da prendere alla leggera, soprattutto con il veto posto dall’Iran (che controlla e dirige sia Hezbollah in Libano che Hamas in Palestina).

Può quindi il mondo occidentale restare inerme a guardare un regime uccidere i propri cittadini con il gas nervino?

Anche qui occorre fare un piccolo salto indietro, sia nella questione siriana che nella storia del dopoguerra. Assad fino a un paio di anni fa girava l’Europa ed il mondo come presidente di un ridente paese del Medio Oriente, siglava accordi commerciali un po’ con tutti ed in particolar modo con quei paesi che per primi si son tirati fuori dall’opzione militare (Italia, Germania, Russia e via via…), un po’ come facevano Gheddafi e Mubarak.

La mancanza di democrazia allora non era un problema, né tantomeno lo erano i diritti dei siriani (o dei libici o degli egiziani). Poi è arrivata la primavera araba e si è visto che le nazioni europee si dividevano su cosa fare in base alla natura ed alla quantità di contratti in essere con i regimi che cadevano. Allora qualcuno è stato lasciato solo, qualcuno è stato aiutato da lontano, qualcuno più da vicino, ma nessuna guerra è stata fatta, né lampo né di posizione.

Oggi il nuovo threshold era l’uso di armi chimiche (cosa che Saddam aveva usato ben prima dell’intervento di Bush Sr. o Jr.), quindi la supposizione (fondata e probabile) che Assad abbia gassato i civili è un motivo per iniziare con i raid, ma non per rovesciarne il regime. Insomma, come la storia ci insegna, un regime è più stabile tanto più sono potenti i tuoi amici.

Ricordo come fosse ieri come la Francia fosse totalmente contraria alla guerra in Iraq perché, al di là delle ragioni ufficiali, le due maggiori compagnie petrolifere non volessero perdere i loro contratti privilegiati con Saddam; oggi noi siamo nella stessa condizione: non vogliamo che Finmeccanica perda le sue commesse verso Assad, insomma non solo non vogliamo fargli la guerra, ma vorremmo anche continuare a vendergli le armi!

Voglio essere chiaro nel finire questo post: non credo che la soluzione militare porti a niente di buono, cosi non credo che il digiuno del Papa serva a qualcosa se non cambia il modo di porsi di fronte alle dittature, alle pseudo-democrazie ed ai problemi geopolitici in generale.

Se tutto il mondo è fatto da piccoli orticelli con i propri interessi da difendere, non riusciremo mai a trovare un modo di dialogare se non dopo aver usato le bombe ed aver fatto morti. Ah, dimenticavo, la nostra Italia, la nostra Europa e molti altri stati sono nati grazie a guerre di resistenza o di liberazione, a rivoluzioni ed al sacrificio di tanti, quindi quando sosteniamo la pace, pensiamo sempre a tutti gli aspetti che essa comporta e non solo a mettere le bandiere al balcone.

Chiediamoci sempre dove saremmo stati se gli USA non avessero invaso la Sicilia, se i nostri nonni non fossero saliti sulle montagne, se Francia e Inghilterra non avessero difeso la Polonia o se la Russia avesse ceduto sul fronte orientale. Quando diciamo Basta Guerra! Lo dobbiamo credere fermamente, ma le guerre non scoppiano quando parte il primo missile, ma quando ci sono interessi troppo grandi per essere difesi o per essere ridiscussi. E in più chiedetevi se vivere nel terrore di poter esser uccisi con il gas dal vostro paese non sia una ragione sufficiente per impugnare le armi e rischiare la propria vita… Quando avrete la risposta allora forse avrete qualche dubbio in più su la Siria, il mondo e la guerra del Nobel Obama.

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