Deca-Dance

Berlusconi decadenza da senatoreAlla fine il D-Day è arrivato! Niente sbarco in Normandia stavolta, solo l’inizio dell’iter per la decadenza da Senatore di Berlusconi, ma in ogni caso una data storicamente importante per il nostro paese. Oggi la Giunta per le elezioni del Senato ha preso in mano il fascicolo scottante sull’ex premier e si è subito arrivati allo scontro tra PdL, PD e M5S. Il primo infatti, insieme ai suoi storici alleati, cerca di rimandare e perdere tempo nell’attesa della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, mentre i secondi sono compatti nel sostenere che la decadenza da Senatore è una pura e semplice presa d’atto, che quindi non richiede ulteriori indagini o dibattimenti.

La strategia dilatoria della destra è uno stratagemma anche poco astuto; se infatti fin dalle prime ore successive alla sentenza definitiva da quello schieramento sono arrivate minacce di far cadere il Governo, in caso di voto favorevole sulla decadenza di Berlusconi, poi smentite o strozzate in gola a qualche esaltato (vd. Santanché), non può essere credibile che solo di fronte alla netta chiusura del PD si sia iniziato a chiedere approfondimenti sulla legge Severino e sulla sua retroattività.

Ma questi continui salti di strategia sono tipici di chi non sa più che pesci prendere e si trova in una situazione complicata e direi quasi disperata: Berlusconi si è circondato di fedeli legionari che son pronti a perdere la faccia pur di aggradarlo ed in questa situazione l’unica cosa che vorrebbe l’ex-Cavaliere è non finire così malamente la sua parabola politica, ma a questo punto inizia ad essere chiaro che, volenti o nolenti, il destino di Silvio è segnato.

Non voglio fare troppi voli pindarici, ma in un partito cosi grande e cosi potente, è possibile che non ci sia nessuno che dica (o pensi) di impallinare il proprio leader e di salire alla ribalta? Possibile che la destra italiana sia ridotta a puro e semplice strumento nelle mani di un uomo che come unico scopo ha quello di salvare sé stesso e proteggere le sue aziende?

Credo che la vera paura di Berlusconi sia questa; se lui cade, il Governo Letta gli va a ruota, ma i ministri che ora sono lì cosa faranno? La famosa componente governativa del PdL come si comporterà? Manderà tutto a quel paese per seguire un leader pregiudicato ed incandidabile oppure cercherà di ritagliarsi uno spazio proprio nella prateria che si potrebbe creare nel centro-destra? E se venisse fuori un’altra maggioranza che consentisse a Letta di continuare, nel breve e con scopi precisi, a governare?

Sicuramente la fermezza e la determinazione con cui il PD ha respinto ogni proposta di salvataggio mette ansia a Palazzo Grazioli, viene letto come un segno di forza da parte dei democratici. O forse come un voler bluffare, ma senza dubbio dimostra la correttezza del centro-sinistra verso la magistratura. “Le sentenze vanno rispettate ed applicate” disse subito Epifani e molti ci risero su, sembravano parole vuote e banali, ma adesso si scoprono piene di valore e significato.

Mentre a me suona sempre più strano e senza senso il concetto di agibilità politica; se vuoi fare politica non c’è problema, basta che non tu sia un pregiudicato che sta scontando la pena. Anche se ti votano 8 o 10 milioni di italiani, se hai evaso le tasse (mentre eri a Palazzo Chigi) forse non sei tagliato per fare il Primo Ministro. Ma neanche il Senatore semplice direi.

Per questo spero che la spina venga staccata presto e finisca questa infinita e tormentata decadance.

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