The land of confusion

Dover spiegare cosa succede in Italia ai miei colleghi francesi diventa sempre più difficile, soprattutto dopo un settimana come questa in cui è successo veramente di tutto.

La tragedia dell’incendio e del naufragio di Lampedusa ha riacceso nuovamente i riflettori sulla nostra vulnerabilità verso l’immigrazione clandestina e sulla totale stupidità della legge Bossi-Fini, ha spinto proprio la Francia a chiedere un vertice europeo in tema di politiche migratorie e spero che spinga il Governo italiano a cambiare la legge più inumana e idiota mai partorita sul tema.

La vicenda della fiducia al Governo Letta e della decadenza da senatore di Berlusconi è stata seguita come se fosse l’ennesima puntata di una soap opera in cui il protagonista è sull’orlo di uscire di scena, ma, avendo già dimostrato di essere capace di tutto, in cui tutti si aspettano il coup de théâtre che lo salverà.

I barocchi meccanismi per cui un condannato in via definitiva viene fatto decadere dal suo pubblico ufficio sono totalmente incomprensibili per i francesi, nonostante tutta la burocrazia che qua governa l’apparato statale. Per loro è semplice: sei condannato, non sei più senatore. Lineare e razionale direi, ma queste due caratteristiche difficilmente fanno rima con italiano.

Se torniamo a Lampedusa infatti si vedono cose assurde come i sopravvissuti indagati per clandestinità o pescatori che hanno dubbi sull’intervenire in soccorso dei naufraghi per paura di essere incriminati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I secondi sono intervenuti a soccorso, ma ben chiaro resta il caso dei pescatori tunisini che salvarono molti naufraghi e li portarono nel porto più vicino, cioè Lampedusa, per poi essere processati (e condannati) come scafisti.

Ovunque ci giriamo nel nostro paese vediamo situazioni al limite dell’irreale, come Berlusconi che annuncia di votare la fiducia a Letta nonostante fino a mezzora prima avesse sbandierato ai quattro venti la volontà di scontro frontale con i diversamente berlusconiani. Queste cose non si riescono a spiegare in maniera logica. Che si tratti di tragedie della disperazione, di capriole dialettiche politchesi o di idee per cambiare l’Italia sempre viene fuori qualcuno che tira fuori il coniglio dal cilindro e fa sembrare tutto una barzelletta.

Chiudo con l’ultimo esempio in ordine temporale: il ministro Giovannini ieri ha messo sul tavolo della manovra finanziaria l’idea di introdurre gradualmente il reddito minimo garantito, idea molto socialdemocratica e cavallo di battaglia anche del M5S. Incredibilmente la voce che si è levata a frenare tutto è stata quella di Bonanni, segretario generale della CISL, che dice “Primum vivere deinde philosophari”. Già dicendolo in latino si contraddice, poi dimostra come molte volte il ruolo del sindacalista si riduca al mantenimento del quotidiano e non al risolvimento nel lungo periodo dei problemi.

Questa dunque è l’Italia di oggi. Un paese di contraddizioni, un paese di enormi potenzialità ma con al minimo una doppia personalità. Insomma una vera e proprio land of confusion (Genesis dixit)

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