Carri, carrozze e carretti

leopolda13-300x199Stamani, bello riposato dalla lunga notte con un’ora omaggio in più, mi son messo in ascolto della kermesse di Matteo Renzi alla Leopolda e mi son seguito diversi interventi, tra cui quelli di Pif, di Baricco, del ministro Del Rio e dello stesso sindaco fiorentino. Nell’atmosfera c’era qualcosa di strano rispetto agli altri anni, che ho sempre seguito abbastanza attentamente; la gente nella sala (e anche fuori) si sentiva di fronte al vincitore annunciato delle primarie del 8 Dicembre e quindi, cosi mi è sembrato, ogni parola detta veniva lanciata in un probabile programma dell’intero partito.

Vedere Fassino gongolante è stata solo la punta dell’iceberg del movimento dei carristi, quelli cioè che più o meno lentamente stanno cercando di far credere di essere sempre stati renziani dentro, ma anche la presenza di Epifani in prima fila e la contemporanea diretta streaming su YouDem mi hanno convinto che è Leopolda ad essere entrata de facto tra gli appuntamenti ufficiali del PD.

Sia chiaro; nel modo e nel format niente è cambiato. Niente bandiere, niente interventi partitici, niente di legato alla ortodossia del PD.

Semplicemente è il partito che si è fatto più renziano. Di già. E questo al buon Matteo non piace e l’ha detto chiaramente, quando ha risposto che il suo carro si spinge, non ci si sale.

Io provo a vederla in un’altra maniera. Le primarie non dovrebbero servire solo per trovare il miglior candidato, ma anzi a strutturare il partito secondo idee che in definitiva non dovrebbero essere cosi lontane tra i candidati. Quindi se qualcuno pensa di saltare di carro in carro per esser portato in carrozza ad un posto in Parlamento o al Governo, credo che i candidati facciano bene a farli scendere, anche se resta il dubbio su come si possa distinguere chi spinge da chi semplicemente si lascia trasportate dal carro.

Dovremmo passare periodi di attesa tra un sostegno ed un altro per essere sicuri di non avere secondi fini? Oppure dovremmo dimostrare di appoggiare in maniera disinteressata un candidato rifiutando offerte per statuto?

Mi parrebbe molto scemo e molto di sinistra in effetti, ma credo che invece l’unico carro che merita davvero di essere spinto è quello del PD nel suo complesso; un carro, anzi una carrozza, che si può muovere solo se le sue quattro ruote si muovono con un minimo di accordo.

Quindi anche nelle differenze tra renziani, cuperliani, civatiani o pittelliani spero che il PD possa riscoprire la fondamentale utilità della diversità. Cosi anche un civatiano non deve temere di esser messo ai margini perché perde il congresso, ma anzi può portare il suo contributo per la vittoria del carro comune. Solo parteggiando per chi si ritiene più vicino a noi si fa un lavoro onesto ed utile per tutti quanti, altrimenti si diventa una delle tante comparse nello scenario degli altri e per mantenere quel briciolo di spazio si deve per giunta stare zitti o dire il contrario di ciò che si pensa.

Insomma, alla Leopolda si respirava un’aria da incoronazione, soprattutto per colpa di quelli che ci sono andati per poter avere la targhetta di renziano docg, quando vorrei sperare che se abbiamo imparato qualcosa fino ad adesso questo sia che il partito diventa più forte e vincente solo includendo e allargandosi e non omologandosi ad un leader.

Poi sulle idee ci sarebbe tanto da dire, nel bene e nel male, ma la cosa che più mi ha sconvolto è questa e ci ho voluto riflettere.

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