Tanto tuonò che non piovve

imgSe fossi Josefa Idem sarei incazzata nera con il mio partito e con l’Italia. Lei, che praticamente ha scelto di essere italiana, che è stata trattata a pesci in faccia quando è venuto fuori il suo problema con l’ICI non pagato, ha agito in maniera teutonica e si è dimessa da Ministro per preservare l’integrità delle istituzioni e per non danneggiare l’esecutivo e il partito, poi quando sono venuti fuori altri casi in cui al minimo ci saremmo aspettati un passo indietro da parte di ministri al centro di comportamenti non proprio impeccabili ci sentiamo propinare la solita zolfa sulla responsabilità, sulla tenuta del Governo e sulla gravità di una crisi in questo momento.

Ci siamo beccati Alfano e lo scandalo Shalabayeva prima e le telefonate della Cancellieri con i suoi amichetti Ligresti ora, ma nessuno ha chiesto a nessuno dei due di farsi da parte per evidente incapacità, anzi si sono entrambi blindati dietro ad un Letta protettivo e battagliero che minacciando tempesta ha fatto passare tutti i tuoni.

Ripeto: se fossi la Idem sarei furioso. Non perché non pagare una tassa non sia una ragione sufficiente per dimettersi (ricordo un certo Von Guttenberg che in Germania è sparito dalla vita pubblica per la tesi di dottorato scopiazzata), ma per il diverso trattamento ricevuto dai diversi ministri in situazioni perlomeno simili.

Se penso solo all’ultimo caso mi vengono i bordoni; il Ministro della Giustizia di un paese come il nostro, con enormi problemi di sovraffollamento carcerario e di smaltimento dei processi pendenti, si muove per aiutare, anche legittimamente magari, un qualcuno che se ne sta in carcere in custodia cautelare. Lo fa per ragioni umanitarie, come ha sottolineato, ma in ogni caso fornisce uno short-cut ad un conoscente; praticamente trasporta un modo di fare (la raccomandazione) nel campo della prassi e della procedura. Ma solo per un caso particolare, un suo amico di famiglia.

In più, come se questo non bastasse, in sua difesa fornisce dichiarazioni smentite da altre intercettazioni telefoniche. Insomma, in Via Arenula si consuma un nuovo pasticciaccio brutto brutto e nessuno vuol fare un passo indietro. Nessuno vuol fare un passo indietro anche perché, al solito, arriva Letta a stabilire che un’eventuale sfiducia verso la Cancellieri sarebbe un atto di sfiducia verso l’intero Governo; insomma si alza l’asticella per porla ad un livello impossibile.

E poi c’è la battaglia interna al PD. Chi lo dirige questo partito? Sembrerebbe che la segreteria si sia trasferita a Palazzo Chigi visto che tutti prendono ordini da Letta o al massimo da Franceschini; è mai possibile che in questo paese non si riesca a mantenere un rapporto logico tra le cose? Dovrebbero essere gli organismi dirigenti, i parlamentari e gli iscritti a poter decidere come si deve comportare il partito, che poi dovrebbe fare da cinghia di trasmissione verso il Governo. Dovrebbe essere il segretario a dire a Letta cosa fare, quando farlo e come farlo, non il contrario!

Non si è mai vista una situazione del genere e sinceramente non mi stupisce se l’affluenza alle urne cala e se la gente preferisce andarsene al mare piuttosto che votare alle primarie, alle convenzioni o alle elezioni rionali. Anche se è novembre resta sempre meglio il mare, senza dubbio.

E comunque dopo tutto questo almeno un abbraccione a Josefa va mandato. Rispetto agli altri lei è proprio una gran signora.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...