Era meglio il Mattarellum

Come da prassi anche questo sistema elettorale verrà battezzato in latino. Ma forse non sarà incomprensibile per questo, ma perché in fondo è volutamente contorto e barocco!

Avevo detto che avrei aspettato i dettagli per fare le mie critiche ed eccomi qua, sul fronte! Non per criticare il metodo scelto per arrivare ad un accordo con il diavolo, ma per criticare qualche punto che non capisco fino in fondo (per evidente scarsità mia, è chiaro!).

La supercazzola venuta fuori dall’asse Renzi-Berlusconi recita più o meno cosi: “Proporzionale di collegi piccoli, con liste bloccate corte, massimo 5 o 6 nomi, ma ripartizione nazionale dei seggi. Sbarramento al 5% per partiti coalizzati e al 8% per partiti singoli con premio di maggioranza del 55% dei seggi per chi supera il 35% dei voti. Nel caso nessuno lo superi, ballottaggio di coalizione e premio pari al 53% dei seggi”.

Praticamente è un sistema veramente europeo, nel senso che fa un minestrone di ogni sistema possibile senza decidere esattamente il ruolo da attribuire al Parlamento, che ricordo dovrebbe diventare monocamerale per non cadere nel problema del premio attribuito regionalmente al Senato. Apprezzo veramente la voglia di cambiare il sistema che ci sta mettendo Renzi e ancora di più la voglia di porre fine a questa legislatura maledetta, ma sono ancora più convinto che una riforma elettorale seria si possa fare solo dopo aver deciso “chi fa cosa”, cioè i ruoli dei vari organi istituzionali. Non nel senso di discutere chi fa le leggi, quello è chiaramente il ruolo del Parlamento, ma nel senso di capire su che base si eleggono i deputati. Io resto dell’idea che vadano scelti per rappresentare il territorio e che quindi il maggioritario andasse più che bene (non dimentichiamoci del Referendum del ’92!!!); per questo avrei preferito un ritorno al Mattarellum, come logica marcia indietro rispetto allo scempio di Calderoli.

Quella è stata l’ultima legge degna di questo nome e ha dato parlamenti capaci di durare, con diritto di tribuna per partiti piccoli e ampie maggioranze per chi governava. Da li poi ripartirei per una legislatura costituente, senza scorciatoie o trucchetti. Altrimenti, con la furia e la fretta, qualcuno potrebbe pensare che Silvio ci ricatti per andare alle urne.

E noi mica abbiamo tutta questa fretta, vero Matteo?!?

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