Iene, sciacalli e staminali

Non posso che essere d’accordo con la lettera che Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini e Michele De Luca hanno scritto a La Stampa per sottolineare la grave responsabilità del programma Le Iene nel caso “Stamina”, anche dopo aver letto la replica dell’autore e ideatore del programma, Davide Parenti.

Sebbene Parenti cerchi, con uno stile vittimistico, di passare per quello che ha “solo raccontato” i fatti, senza aver nessuna responsabilità nella direzione che la vicenda ha preso, a me sembra chiaro che un programma TV cosi famoso e seguito come il suo non può fare finta di non avere influenza sulla gente. Specialmente se questo porta a distorsioni nei sistemi dello Stato e della comunità.

Parto dal principio: la responsabilità più grave è di Vannoni, non c’è dubbio. Su questo sta indagando la Magistratura, già ci sono state condanne, blocchi di sedi e di “laboratori”, perché alla fine è proprio la mancanza di scientificità che mina alla base il metodo ed il suo possibile utilizzo. Si parla di “cure compassionevoli” senza minima conoscenza del termine, sperando che compassionevole sia sinonimo di “tutto è possibile”, quando invece anche questo tipo di cure devono avere un minimo livello di efficacia. E proprio su questo le Iene sono state veramente irresponsabili.

Non si è irresponsabili solo nel fare le cose, ma anche se si sponsorizza tali cose come sacrosante sapendo esattamente di essere nel torto. E se non si conosce come stanno le cose, cioè di sbagliarsi, non si dovrebbe fare servizi televisivi al riguardo! In questa dicotomia sta tutta la responsabilità delle Iene e di Italia 1; probabilmente all’inizio non pensavano di arrivare a questo livello di risonanza, ma in ogni caso hanno dimostrato di sfruttare situazioni sempre al limite per puro tornaconto di audience.

L’hanno fatto consapenvolmente? L’hanno fatto senza saperlo? In ogni caso c’è malafede!

Ed in più non hanno mai scaricato lo stregone ed hanno anzi alimentato le speranze di tante famiglie disperate verso un metodo che l’intera comunità scientifica e medica mondiale ha definito un “non-metodo antiscientifico”; la pressione che l’opinione pubblica ha poi esercitato sui giudici e sulla politica ha fatto il resto, aumentando la sensazione di inaffidabilità della scienza rispetto a chi, per ritorno personale, vende false speranze a peso d’oro.

Non si può dire che sia totalmente colpa delle Iene, ma nemmeno si può dire che non abbiano almeno catalizzato tutte le vicende successive. E questo per chi fa (o fa credere di fare) informazione è una colpa molto grave. È il top dell’irresponsabilità!

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