Un problema mica da poco

Aprendo il giornale si legge tante notizie, tante discussioni, tanti dati e tante proposte per cambiare, ma c’è sempre un dato che ciclicamente torna sui siti dei quotidiani, quasi si trattasse di un banner. Forse è proprio questa ciclicità e questa costanza che porta la gente a pensare che sia parte della normalità e che, in fondo, non sia poi cosi grave.

Parlo dell’evasione fiscale. Di quei miliardi che vengono nascosti al fisco per non pagare le tasse, di quelle fatture tenute a nero per non pagare l’iva, di quelle transazioni lasciate all’amicizia su cui non è possibile “battere cassa”. Tutto questo, inutile negarlo, fa ormai parte della nostra normalità e della nostra quotidianità.

Inutile quindi parlare di legge elettorale quando il vero problema italiano è sradicale questa anti-cultura dominante nella testa degli italiani. L’idea che pagare le tasse sia “da stupidi”, che fregare lo Stato sia “da furbi” e “da fighi” è qualcosa che sta alla base di ogni nazione, altrimenti si va a minare le fondamenta stesse della casa comune.

Certo è anche che il sistema di tassazione (discutibile), controllo (scarso) e punizione (iniquo) non serve molto alla causa; infatti il continuo cambiare di regole, di tasse e di filosofia tributaria spinge le persone a sentire il pubblico solo come l’esattore che prende e spreca, senza rendere niente indietro in maniera efficiente. Vedere la gente in coda ai comuni per chiedere informazioni su come pagare la mini-IMU fa riflettere su come funziona la faccenda e come invece dovrebbe funzionare.

Il problema è stato lasciare in mano ad uno che ha fatto dell‘essere figo (Berlusconi) le chiavi del paese, credendo che solo cosi si potesse essere fighi quanto lui. Lui ha cancellato reati, depenalizzato il falso in bilancio, tolto tasse e distrutto le casse dello Stato. Poi se n’è andato, lasciando il disastro in cassa e la voglia di essere fighi nella gente.

Oggi le persone non pagano perché non vogliono pagare se non vedono riscontri. È giusto. E soprattutto sarebbe giusto dare l’esempio e far vedere che le tasse si pagano e il gettito si riversa sui territori, sui comuni e sugli enti locali più vicini alla gente, in modo da dare veramente il sentore che le tasse si pagano per qualcosa di utile.

Non si tratta di tagliare le tasse, ma di rimodularle e di plasmarle sul reale bisogno della nazione. Certo che poi leggere di proprietari di migliaia di case sconosciuti al fisco è un cazzotto alla bocca dello stomaco e viene da pensare davvero che l’evasione dovrebbe essere punita come uno dei reati più gravi contro la collettività. Come negli USA dove, per fare un esempio, Al Capone finì in galera per questo, non in quanto boss mafioso!

Qua ci sono i dati, ma tanto i numeri, come ho già scritto, non ci fanno più impressione. Siamo purtroppo stati vaccinati. E siamo immuni.

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