Ottantacinque

Prima che i grandi dell’economia si ritrovassero a Davos per discutere dei problemi economici e di come poterli affrontare è stato diffuso un dato devastante, un dato che dovrebbe far riflettere più di mille crisi o di mille default. Sono ottantacinque. Questi 85 soggetti sparsi nel mondo (meno delle nazioni, per dire…) possiedono la stessa ricchezza delle 3.5 miliardi di persone più povere. Praticamente 85 persone ricche come la metà più povera del pianeta. In senso figurato penso sia una buona allegoria per raffigurare la disuguaglianza.

Poi chiaro che al World Economic Forum di Davos ci partecipano i “grandi” finanzieri ed i grandi economisti mondiali o almeno di quella parte del mondo che viene rappresentata in questi salotti buoni intercontinentali. Dove dovrebbero essere discusse filosofie alte e linee economiche divergenti sono invece discusse piccole variazioni sull’unico tema ammesso: il capitalismo moderno e la finanziarizzazione di tutto il possibile.

Per questo è stato importante far uscire questo dato proprio alla vigilia del vertice, perchè solo così, forse, più gente potrà indignarsi per questo numero. Credo fermamente che solo partendo da queste enormi differenze si possa costruire una nuova visione del concentto di sinistra, solo partendo dal dato di fatto che esiste un’elite privilegiata che possiede una fetta indegna delle ricchezze planetarie e che non fa niente per la restante parte della popolazione si può costruire una politica che metta al centro la ridistribuzione sia nazionale che internazionale della ricchezza.

E poi bisogna chiederci il perché si debba accumulare cosi tanta ricchezza, quando è logico aspettarsi che esista un limite di risorse che ognuno di noi è fisicamente in grado di utilizzare. Ormai si specula per arricchirsi e ci si arricchisce per speculare. È un ciclo malato che spinge questa disuguaglianza a dilatarsi ed è proprio in questo meccanismo che deve insinuarsi la politica, riportando al centro del dibattito un modo diverso di concepire lo scopo della vita. Semplicemente pensando ad essere felici, tutti e non solo noi stessi. Più persone sono felici e più il mondo è felice, più il mondo è felice e più dovremmo sentirci realizzati. Al di là dei soldi.

Succederà mai? Beh la situazione di partenza è questa. Ottantacinque persone con la ricchezza di tre miliardi e mezzo di persone.

Forse una piccola riflessione è necessaria, no?

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