Pane, soglia e socialdemocrazia

È veramente incredibile che mentre il mondo viaggia a mille all’ora e anche negli Stati Uniti il Presidente si lanci in atti molto eterodossi per il paese del “tutto fa mercato”, noi si resti fermi a pensare quale soglia garantisca meglio democrazia e governabilità. Faccio tre esempi di come l’Italia dovrebbe guardarsi fuori e intorno per trovare le soluzioni invece di tapparsi gli occhi e turarsi le orecchia.

Primo: il Presidente Obama annuncia una svolta liberal con l’aumento del 40% del salario minimo per i dipendenti federali. Sebbene non sia un atto che riguarda tutti gli americani (ci vorrebbe una legge del Congresso) ha già detto che farà enormi pressioni per arrivare a ciò e che non sarà l’unica battaglia che intende fare nel suo secondo mandato alla Casa Bianca. L’idea è semplice: Obama vuole (o vorrebbe) lottare le disuguaglianze sociali che sono alla base dell’alta criminalità negli USA e vorrebbe dare fiato alla sua riforma sanitaria senza scordarsi dell’istruzione, della sicurezza ed anche di una regolamentazione sulle armi da fuoco. Praticamente vorrebbe trasformare gli States in un paese socialdemocratico in stile scandinavo e non quella tana di broker e di finanzieri senza scrupoli che macinano soldi su tutto e sulla pelle di tutti. Beh, tovarish compagno Barack!

Secondo: il caso ElectroLux ci mostra la vera debolezza del nostro sistema. Una grande ditta che ricatta gli operai per ottenere un qualcosa dalla controparte pubblica dovrebbe essere bollata come uno scandalo nazionale, quando invece è rimasta confinata nella cronaca locale per mesi. Viviamo nella convinzione erronea che le cose fatte in Italia, anche se lavatrici o computer, siano di una qualità maggiore di quelle fatte in Polonia, Romania, Brasiele o Cina, però poi quando andiamo al supermarket siamo i primi a comprare i prodotti che costano meno. Certo è un circolo vizioso che spinge il produttore al ribasso e quindi a cercare mercati produttivi a costo inferiore per poter abbassare il prezzo finale a parità di guadagno e noi, come Stato, invece chiediamo di rinunciare al guadagno in cambio di nulla. Logico che non possa reggere, infatti le aziende iniziano a scavalcare il problema ed ad andare direttamente dagli operai per cercare una trattativa diretta. O capiamo che la tassazione sul lavoro è insonstenibile oppure vedremo grandi aziende andarsene e lasciare solo le piccole-medie imprese a sostenere un peso sempre maggiore e quindi a morire lentamente. Cosa dovremmo fare per questo? Riforme nazionali ed europee del mercato del lavoro, armonizzazione continentale delle leggi fiscali e della tassazione salariale, contratto unico a tutele crescenti, riqualificazione delle aree dismesse, progetti europei di collaborazione e valorizzazione delle alte eccellenze locali. Ma per fare tutto ciò servirebbero due cose: un governo nazionale pienamente legittimato e forte ed un’Unione Europea più decisiva e più integrata sul piano di politica di sviluppo economico. Altrimenti resteremo a guardare gli USA diventare la migliore Europa mentre noi diventiamo i peggio Stati Uniti. E questo non deve essere permesso.

Terzo: La legge elettorale. Si perché in tutto questo turbinio di eventi nazionali e mondiali la nostra politica è ferma sul pensare a come muoversi. Che è fondamentale, non c’è dubbio, ma che tende un po’ a nascondere le emergenze contingenti ed attuali in cambio di una prospettiva, un po’ lontana un po’ vicina, di un cambio radicale di passo. La vera sensazione è che questa legge elettorale che sta diventando sempre più un pastrocchio sia da un lato l’unico modo per sperare di ripartire, ma dall’altro un bastone tra le ruote dell’attuale Governo Letta; da un lato credo che molti ministri stiano già pensando e studiando una nuova ricollocazione e quindi vogliano evitare di essere associati a questa esperienza, dall’altro invece vedo con insistenza che chi ha preso le redini del PD (e quindi del primo azionista di Governo) non fa niente per spingerlo e per pungolarlo. Insomma, qualcuno ha parlato di Palude sulla legge elettorale di Renzi, ma forse sarebbe più corretto utilizzare questo termine per tutto quello che succede, perché non siamo bloccati solo su quel punto (anzi, mi pare anche troppo frettolosa l’analisi), ma lo siamo su tutto il resto, laddove molti hanno interesse a vedere il blocco e quindi l’inutilità di questa legislatura.

Cosi finalmente avremo una soglia, un movente ed un progetto. Poi ci mancherà solo il pane e la socialdemocrazia. E saremo di nuovo vivi. Ma chissà se e quando vedremo tutto questo. Chissà, magari fa prima Obama a diventare socialista!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...