I casini di Casini

Le manovre di Pierferdi hanno subito un brusco stop alle scorse elezioni politiche; se infatti la destra e la sinistra sono state bloccate dall’esplosione del Movimento 5 Stelle, il sogno centrista di Casini e Monti è stato affondato dai numeri delle urne e dall’irrilevanza politica del loro progetto.

Era chiaro che il disegno di allontanarsi da Berlusconi insieme a Fini ed al vecchio premier fosse solo propedeutico ad un ruolo centrale nella determinazione di una maggioranza, specialmente al Senato. Nell’idea dei tre leader il terzo polo doveva essere la stampella di qualsiasi Governo al Senato e doveva evitare che i due principali partiti arrivassero alla Grosse Koalition o (per assurdo) ad un Governo con Grillo. Se avessero preso un numero di seggi a Palazzo Madama tale da evitare le larghe intese avrebbero centrato l’obbiettivo e sarebbero stati l’architrave dell’intera legislatura, ma così non è stato e dopo che son volati i cocci nella coalizione ognuno ha preso la propria strada.

Avendo già avuto la possibilità di testare la forza di un’improbabile alleanza centrista nel Porcellum e pensando a dover superare gli sbarramenti dell’Italicum, le formazioni si stanno attrezzando per le europee dove si vota con il proporzionale puro. La prospettiva, che pare irrealizzabile in Italia, sarebbe la preferita dai centristi, se non ci fosse di mezzo il M5S.

È stranoto che i vari centristi del caso siano sempre stati proporzionalisti duri e puri per ottenere il loro piccolo potere di ricatto anche senza doversi sudare numeri a doppia cifra in termini di percentuali elettorali, ma nel panorama attuale con tre poli grandi ed un quarto dal 10% il ruolo di quest’ultimo viene profondamente marginalizzato dal diniego assoluto alla collaborazione del Movimento 5 Stelle; senza il 20-25% dei pentastellati, il 10% (per eccesso) dei centristi è inutile in termini parlamentari.

Ecco dunque che in prospettiva Italicum (ed anche proporzionale) le componenti centriste, dall’UDC a Scelta Civica, sono chiamate a scegliere il proprio campo. O destra o sinistra. Come se un Casini che annuncia il ritorno nel centro-destra potesse spostare milioni di voti.

Casini è in cerca di un seggio per la prossima legislatura e si muove in base a semplici calcoli elettorali. Lo fa per risolvere i suoi casini e lo fa sulla pelle di chi, in qualche modo, crede in quella linea politica. È uno scandalo che certa gente riesca sempre a trovare l’entrata per il Parlamento ed è altrettanto scandaloso che venga riabbracciato dal Cavaliere come se non fosse successo niente in questi anni.

È stata una fortuna non averlo integrato nel centro-sinistra perché, come dice Renzi, non si devono prendere i leader degli altri, ma i loro voti! Se poi Casini è un leader “degli altri” allora siamo veramente apposto! Casini è il leader solo di sé stesso. E se ne frega degli altri!

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