Come bruciare una risorsa come Tsipras

Ieri è arrivata l’adesione di Andrea Scanzi alla proposta di una lista Tsipras anche in Italia. Come se bastasse un nome, seppure ricco di significato, a risolvere i problemi sistemici dell’Europa. Al seguito, anzi a lanciare l’idea, ci sono tanti nomi dell’intellighenzia italiana tipo Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Marco Revelli, Barbara Spinelli e perfino Fausto Bertinotti che solitamente raccolgono più aderenti che elettori.

La salita a bordo anche di Scanzi, solitamente accostato al Movimento 5 Stelle, sembrerebbe sia un modo del giornalista per iniziare a sganciarsi l’etichetta di grillino, sia un modo tattico per travasare qualche voto dai pentastellati verso la lista (che tra l’altro non si sa nemmeno se riuscirà a raccogliere le firme necessarie per presentarsi).

Ma al di là del più classico del retropensiero, perché dovremmo bruciarci una risorsa vera e viva come il leader greco per una campagna elettorale che sarà fondamentalmente combattuta su temi, ahimè, nazionali?

Il 25 Maggio avremo, dopo poco di un anno, un test elettorale dove tutti i partiti torneranno a misurarsi in maniera puramente proporzionale sulla loro forza e sul loro consenso dopo tutti i terremoti che sono successi ed è chiaro che una parte di sinistra radical chic cerchi il nuovo Guru per dimostrare di esistere ancora. Lo stesso Tsipras ha posto condizioni per accettare una lista a suo sostegno, ma senza capire che in Italia ogni intellettuale si porta al guinzaglio la propria claque senza mai sacrificarsi in prima persona per un obbiettivo concreto. Parlare di sostegno della società civile per i greci vuol dire una cosa, per gli italiani un’altra.

Questo non vuol dire che le idee sull’Europa del leader di Syriza siano sbagliate o che non le condivida, almeno in parte; anzi vuol dire che, come è stato perfettamente sottolineato nel Congresso di SEL, la strada verso il cambiamento di quest’Europa non può non coinvolgere il PSE. Tsipras non può presentarsi con il PASOK perché semplicemente cerca di attingere voti proprio da lì e quindi cerca di marcare le differenze ogni volta che può e soprattutto perché ad Atene i socialisti sono visti come i responsabili dell’intera situazione ellenica (non proprio a tortissimo).

Quindi le ragioni che potrebbero portare a rovinare uno come Tsipras ci sono tutte e chiaramente i grandi strateghi del belpaese non vogliono lasciarsele scappare, cosi che poi ci fosse da collaborare con uno Schultz per rivoltare l’Unione Europea si potrà sempre dire di no perché non è troppo di sinistra.

Che poi mi dovrebbe spiegare il buon Scanzi come si può saltare da Grillo a Tsipras senza vedere che uno vorrebbe uscire dall’euro e chiudere l’Europa, mentre l’altro vuole cambiarla nel profondo, ma in meglio e senza mai menzionare fantomatiche uscite o chiusure. E se lo dice lui, un greco, che ha passato quello che ha passato, forse qualche domanda dovresti fartela, caro Andrea!

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