Uno streaming rigenerante

In questi giorni non sono stato certo il primo a credere nella bontà dell’operazione Renzi o nel metodo usato per liquidare Enrico Letta, ma devo dire che in confronto Beppe Grillo ha veramente reso tutto questo un capolavoro politico degno delle più grandi svolte mondiali.

Renzi è arrivato com’è arrivato ad ottenere l’incarico e sta cercando di formare la sua squadra di Governo attraverso consultazioni con tutti i partiti presenti in Parlamento, dal PD alle autonomie, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle. Grillo ha inanzitutto disertato per sua decisione le consultazioni al Quirinale e avrebbe disertato anche quelle con Renzi, se la sua amata rete non lo avesse sputtanato, costringendolo a prendere la macchina e raggiungere Roma per sedersi al tavolo con il Premier incaricato.

Le consultazioni online hanno decretato la presenza dei gruppi pentastellati all’incontro, a questo punto marginale, ma non hanno potuto niente sul contenuto della discussione. Grillo si è assunto così l’enorme responsabilità di decidere per il 25% degli elettori che, nonostante “il programma di Renzi sia copia-incolla di quello a 5 stelle”, con il nascituro Governo non si può e non si deve dialogare. Né ora né mai.

Fatto di credibilità e quindi per definizione un fatto opinabile quanto il tifo calcistico o i gusti musicali.

Infatti in conferenza stampa, dopo aver detto in faccia a Renzi di non essere democratico e di non cercare niente da lui, ha ribatito che “Se prendono parte del nostro programma e cercano di attuarlo noi non lo votiamo perché non hanno la credibilità per farlo”. Quindi zero. Lì non si passa. E questo sicuramente è un marcare il territorio che fa contento sia Renzi sia lo stesso Grillo.

Il primo si trova più forte nella sua posizione di ultimo dei Mohicani perché si è fatto sbattere la porta in faccia da Grillo, ma può sempre sventolare che “almeno c’ho provato” e che la colpa sta nella malafede degli altri. Il secondo ha da tempo ricominciato ad alzare il tono dello scontro e si è riposizionato sulle posizioni da guerriglia tipiche della fase “fuori-dal-parlamento” del movimento, così spera di recuperare consenso per le Europee e le amministrative e di consolidare quell’area, un po’ franosa, che potrebbe fondersi con pezzi di sinistra varia e con qualche civatiano per dare vita ad un gruppo a sinistra del Governo che bilanci la presenza del Nuovo centro destra di Alfano.

Insomma lo streaming, il finto-dialogo e le offese volanti sono stati un bel teatrino per tutti, a parte per quelli che vorrebbero vedere quel mezzo programma in comune applicato. Anche se da un Governo Renzi. Insomma, come ho sempre detto, i militanti del 5 Stelle meritano cose migliori e se si accontentato di decidere le modalità con cui Grillo possa esprimere le proprie opinioni allora si stanno sottovalutando. Di brutto anche.

Grillo sta attuando una finissima strategia politica e che ne vogliate dire dei punti programmatici non gliene frega una beata mazza. Altro che consultazioni online e streaming video, se qualcuno volesse aprire gli occhi questo sarebbe il momento perfetto. Altrimenti va bene cosi, sarà stato l’ennesimo streaming rigenerante vero il Governo Renzi I.

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