Uno virgola cinquantadue

Questo è il costo del finanziamento pubblico ai partiti a testa. Questo sarà quanto risparieremo dal 2017 in poi, anche se tramite il 2 per mille forse potremo spenderne anche di più. Da subito. Meno di una colazione al bare per anno. Ma in questo euro e mezzo c’è tanto di populismo e poco di razionale.

Partiamo da un presupposto tipicamente italiano: un referendum fatto sull’ondata emotiva di un evento sconvolgente porta a prendere decisioni non-razionali (l’uscita dal nucleare, l’abolizione del finanziamento pubblico…) che poi causano conseguenze per decenni perché, fondamentalmente, non sono pienamente realizzabili.

È stato sicuramente facile convincere gli italiani a votare contro i soldi ai partiti nel mezzo del ciclone di tangentopoli, quando miliardi e miliardi di tangenti finivano nelle casse dei partiti e si ricorreva, ma se si guarda questa mappa qua si capisce che non dovremmo sentirci molto orgogliosi di questa nuova conquista. Entriamo a far parte di un club di paesi che comprende solo Svizzera, Ucraina e Bielorussia in Europa, molti stati dittatoriali o teocratici (Iran, Iraq, Afghanistan) e altri stati con una democrazia, come dire, opinabile.

Ma il punto è un altro. Si dice che i soldi che i partiti prendono (i famosi rimborsi) sono troppo alti, che il meccanismo sia machiavellico e contorto e che tra stipendi, compensi, rimborsi e privilegi la politica costi troppo per la situazione attuale. Questo è sicuramente ineccepibile, ma non vuol dire che se il nostro sistema è malato, sia il principio del finanziamento pubblico ad essere sbagliato. Soprattutto partendo dall’evidenza che esiste la corruzione, smontare il sistema pubblico di finanziamento della politica vuol dire andare a invogliare ancora di più i portatori di mazzette.

Esistevano tante vie per ripensare il finanziamento pubblico in molti modi, tramite un rimborso, tramite un fondo, tramite un blocco sopra ad una certa quota di introiti. Ma si è scelto di cavalcare il populismo dilagante e raggiungere questo storico traguardo di risparmiare un euro e cinquantadue centesimi a capoccia in cambio del rischio di mettere i nostri rappresentanti in mano di lobby e di grandi interessi finanziari ed economici. Qualcuno dice che tanto lo sono già. Può essere vero, ma ora ci mettiamo un bel bollino e lo certifichiamo.

Da oggi ci possiamo prendere un caffè in più al bar. Se questo vi sembra giusto.

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