Presto o Bene?

Sinceramente non era facile mettere in cantiere una legge elettorale peggiore del Porcellum, ma a quanto pare l’ottimismo dovuto al dato di fatto che di Calderoli ce n’è uno solo in Italia è stato veramente troppo esaltato, visti i primi passi che l’Italicum sta muovendo a Montecitorio. Liste bloccate, premio di maggioranza abnorme e sproporzione tra voti presti e seggi ripartiti sono stati i punti su cui la Corte Costituzionale ha bocciato la legge Calderoli (che non frattempo ha eletto 3 Parlamenti!), riconsegnandoci un Consultellum basato solo sul proporzionale puro stile prima repubblica.

E su cosa si va a poggiare la nuova legge elettorale? Su listini bloccati, premio di maggioranza leggermente più piccolo e la possibilità di raccogliere milioni di voti per non essere rappresentato in Parlamento, ma per giovare l’alleato grande di una dote in termini di voti. Praticamente io prendo io voti, tu i seggi. In pieno contrasto con la sproporzione che la Corte vuole eliminare.

Inoltre c’è il nodo del Senato. Lo eliminiamo, lo teniamo, lo modifichiamo? E se modifichiamo la Camera Alta che ruoli gli diamo? E quando lo facciamo? E se parliamo di legge elettorale lo includiamo o lo escludiamo? Ad oggi credo di aver capito che la decisione sia di depennare il Senato dalla legge elettorale cosi da trovarsi nella assurda situazione di poter avere una legge per votare la Camera, ma non il Senato. Chiaramente per rimandare a data da destinarsi le prossime libere elezioni democratiche.

Va bene, va bene tutto. Mettiamo di riuscire a tirar fuori questa legge ed di eliminare il Senato. Ci troveremo, prima o poi, a dover votare in un sistema con collegi multinominali di dimensione provinciale, il totale dei voti (su base nazionale) per entrare in Parlamento dovrebbe essere il 4.5% internamente ad una coalizione, l’8% se fuori da una coalizione ed il 12% per le coalizioni. Cioè praticamente una coalizione fatta per assurdo da due partiti, uno del 4% ed uno del 10% entrerebbe solo con un partito, perché quello del 4% porterebbe i voti, ma non avrebbe nulla in cambio. E 4% vuol dire, più o meno, 2 milioni di voti.

Quindi assumendo che questo sistema favorisca l’aggregazione verso i partiti maggiori, resta il punto del ballottaggio, cioè del fatto che esiste una seconda soglia, il 37%, sopra la quale scatta il premio di maggioranza al 55% per garantire la governabilità. Altrimenti le due migliori coalizioni si ripresentano 2 settimane dopo per un secondo turno e chi vince prende il 53% dei seggi.

Difficilmente mi riesco ad immaginare un sistema più distorsivo di questo.

Certo se ci aggiungiamo anche la possibilità di candidatura multipla, il non obbligo di primarie e la mancanza di alternanza di genere si ottiene ancora qualcosa di più scandaloso.

Ma vabbè, come al solito le cose nel nostro paese vanno fatte al ribasso ed alla contrattazione, ma su alcuni temi credo che si dovrebbe ragionare più alto ed un maniera più lungimirante. Legge elettorale e riforme costituzionali non sono slegate, chiaramente, ma neanche si possono considerare inscindibili. Vanno fatte, ma vanno fatte bene più che presto.

Questo dovrebbe essere il principio guida. Bene più che presto. Invece mi pare che Renzi voglia fare presto più che bene. Siamo sicuri sia un bene per tutti? Io ho qualche dubbio…

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