Obiezione di coscienza?!? No grazie!!!

La Legge 194 sull’interruzione di gravidanza ha permesso, nei 36 anni di attuazione, di ridurre il numero degli aborti come si vede in questo grafico.

Se l’aumento del periodo subito successivo all’introduzione (78-82) è stato principalmente dovuto all’assorbimento degli aborti clandestini, la tendenza alla diminuzione del numero di interruzioni è innegabile e senza possibilità di discussione.

Ma resta tuttoggi un grave problema nel nostro paese, cioè la mancanza strutturale di medici non obiettori nelle strutture pubbliche. In preouccupante controtendenza rispetto ai dati sugli aborti, infatti i medici obiettori aumentano anno dopo anno, arrivando, su scala nazionale, alla cifra agghiacciante del 70%.

Media che viene ampiamente superata da regioni quali Molise, Sicilia, Basilicata, Calabria e SuTirolo dove si sfonda quota 80% e che viene, per fortuna, mitigata dal 26% di Toscana e Val D’Aosta, ma che resta incredibilmente alta per un servizio che, ad oggi, viene erogato su base regionale.

Al di là dei numeri, deprimenti, è curioso che aumentino gli obiettori quando calano le interruzioni, o almeno dovremmo dire che per fortuna sta andando così, altrimenti ci troveremmo con molti più casi di quelli sostenibili dal nostro sistema sanitario. Il problema è che purtroppo, nonostante questo, siamo veramente al limite della capacità del sistema. E questo potrebbe riportare i respinti sulle vie della clandestinità, andando contro ad ogni logica di igene, sicurezza e di salute pubblica.

Possiamo davvero permetterci l’obiezione di coscienza?

Io credo che sia una risposta troppo facile fare il medico e obiettare. È come voler avere tutti i privilegi del calciatore, senza però sudare, giocare con la pioggia o rischiare infortuni. Non credo che ci siano presidenti disposti a pagare calciatori che si rifiutino di giocare con l’acqua o la neve!

Noi invece, per la nostra salute, siamo disposti a pagare, formare e sostenere i nostri medici anche se si rifiutano di fornirci cure che la legge ci garantisce e che un referendum ha sigillato! Non vuoi fare aborti? Non fare il ginecologo! Non vuoi operare legamenti crociati? Non fare il chirurgo dei ginocchi!

in Arizona, USA, il Parlamento dello stato aveva approvato una legge che consentiva ai commercianti di non vendere ai gay per obiezione di coscienza religiosa. Per fortuna la Governatrice, repubblicana, ha posto il veto ed ha evitato che questa scempiaggine diventasse legge. Ma il tema resta; dove finisce la mia libertà di fare o non fare una cosa quando rivesto un ruolo pubblico? Dove finisce la libertà religiosa? E dove invece chi ha ruoli pubblici deve pensare a garantire un equo trattamento per tutti?

Un medico in Italia è membro attivo ed importante del Sistema Sanitario Nazionale e quindi dovrebbe esser tenuto a sentirsi tale prima che membro di una comunità religiosa o di una fede calcistica. Perché alla fine che il mio medico sia cattolico, ebreo o musulmano conta poco, conta che mi sappia curare e che faccia ciò che io e la legge gli chiediamo! Non il suo Dio!

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