Questioni etiche

La Libertà, quella con la L maiuscola, è il poter fare quello che si vuole fino a quando non si infrange la libertà degli altri. Su questo credo si sia tutti d’accordo e che nessuno si sognerebbe di impedire la scelta di qualcuno in base a giudizi religiosi, filosofici o personali. Altrimenti non saremo un paese libero, ma un regime in cui lo Stato decide ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Poi arriva il nostro Presidente (che tra l’altro ho incontrato passeggiando a Villa Borghese) e scrive una lettera per sollecitare il Parlamento a legiferare sul tema del fine vita e mi ricorda che in questo paese non siamo pienamente liberi, ma anzi siamo profondamente legati da lacci e laccioli che ci limitano in molti aspetti della nostra vita.

Eutanasia, aborto, diritti civili, fecondazione assistita, matrimonio gay e depenalizzazione della cannabis. Basterebbe questo elenco a farci capire quanto in realtà la nostra libertà non è per niente vicina all’essere compiuta, se confrontata con alcuni nostri vicini nord-europei. Eppure siamo tuttora un paese che non riesce nemmeno a parlare di certi argomenti per la cultura bigotta e bacchettona che ci avvolge dalla culla alla tomba.

Si hanno quasi mille suicidi (tentati o riusciti) l’anno di malati terminali e siamo anche indietro sui protocolli di terapia del dolore, ma parlare di eutanasia è tabù per la nostra cattolicissima coscienza collettiva; i dati dimostrano la riduzione degli aborti nei 35 anni della legge 194, ma gli obiettori minacciano seriamente questa legge di civiltà; abbiamo una legge sulla fecondazione da far rabbrividire e non pensiamo minimamente di cambiarla, abbiamo timidamente tentato qualche diversivo sui diritti civili, ma l’abbiamo insabbiato e dimenticato.

Forse sarebbe il caso di mettere sul piatto anche questi temi, molto politici, molto alti e molto tangibili per chi vive certe situazioni, invece di parlare sempre, comunque e dovunque solo di spread, tassi, deficit e PIL. Sarebbero riforme praticamente a saldi invariati, anzi la depenalizzazione porterebbe sicuramente vantaggi economici e toglierebbe un ramo molto prospero all’albero delle mafie, ma proprio ci risulta così difficile anche solo parlare di certi argomenti, che l’idea di gettarli nella mischia in una condizione politica così precaria sarebbe follia pura!

Ma se non si comincia, almeno a parlarne, cosa stiamo a fare?!? Ad applaudire a comando?

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