Intanto in Ungheria

Intanto in Ungheria il Premier uscente Victor Orbán ha stravinto le elezioni politiche con il 45% dei voti, il secondo partito è stato Jobbink, cioè il movimento di estrema destra con chiari segni antisemiti e protofascisti, con il 21% e l’intera coalizione eterogenea della sinistra ha raccolto circa il 25% di consenso.

Il partito di Orbán avrà 135 seggi su 199 nel nuovo Parlamento magiaro, cioè da solo controllerà più dei due terzi necessari per fare le riforme istituzionali e costituzionali. Se a questo si aggiungessero i parlamentari estremisti di Gabor Vona il rischio di un’ulteriore svolta autoritaria dell’Ungheria sarebbe veramente concreto. Orbán ha già riempito varie autorità di controllo “indipendenti” di amici e collaboratori, ha già emanato leggi molto pesanti contro la libertà di parola e di espressione ed ha già impostato il suo primo mandato come una sfida per la sopravvivenza della nazione magiara, quindi una nuova, più pesante e più forte riforma in senso antidemocratico è da mettere in conto. (Qua un piccolo riassunto)

D’altra parte la sinistra si è presentata unita solo per un mero calcolo elettorale di fronte alla gravissima situazione e la scelta, probabile, di fare gruppi separati in Parlamento non aiuta certo l’immagine di un’opposizione coesa e compatta. Ora è necessario che l’Unione Europea e le autorità internazionali stiano con gli occhi aperti di fronte a questo signore ed alla situazione di Budapest.

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