Left & Right

Sabato è andata in onda la dicotomia democratica. A Torino il Segretario-Premier Renzi ha aperto la campagna elettorale per le Europee (e le amministrative direi), mentre a Roma la minoranza si è raccolta per cantarsela e suonarsela da sola.

La Sinistra italiana è come un magnete, deve forzatamente avere 2 poli e se si spacca dà vita a due nuovi magneti sempre composti da due poli. Anche andando nell’infinitamente piccolo si trova sempre un polo positivo ed uno negativo. La dove c’è un partito, c’è discussione, c’è una maggioranza e di conseguenza una minoranza; Renzi era minoranza ed ora è maggioranza, gli altri erano maggioranza ed ora si trovano ad essere minoranza. È il normale processo di democrazia alternata che dovrebbe caratterizzare i partiti e le istituzioni.

Renzi ha detto a Torino: “La Sinistra che non cambia diventa Destra!”

Cuperlo ha risposto da Roma: “Le norme della Destra non diventano buone se le proponiamo noi!”

Dove sta la verità? Chi è più di sinistra? Come si misura l’essere di sinistra? Hanno senso tutte queste domande?

Abbiamo due piani su cui osservare questo fenomeno: il primo riguarda le prossime elezioni europee, dove il PD è dato sopra il 30% e dove, con le preferenze, ogni anima del partito cercherà di portare i propri candidati a Bruxelles, mentre il secondo è quello di prospettiva per capire dove stiamo andando più in generale. La riunione della minoranza in contemporanea all’apertura ufficiale della campagna è un segnale preouccupante di come venga percepita la leadership renziana del partito; Renzi ha stravinto le primarie, quindi il congresso, per cui ha il diritto di dirigere il PD come meglio crede. Oppure come pensano i cuperliani, Renzi ha vinto le primarie per la segreteria, mentre le linee di partito vanno comunque discusse in assemblea, direzione e nei gruppi parlamentari?

Renzi ha imperniato l’intera sua proposta politica sulla velocità, sulla capacità di adattarsi e sul cambiamento necessario. Ha indubbiamente sfondato una porta che pochi prima di lui si erano immaginati di poter aprire e, credo, che se fosse arrivato qualche anno prima, forse oggi avremmo meno grillini e molta più sinistra di Governo. È riuscito a dare una nuova spinta alla proposta del PD. E questo è innegabile.

Ma il suo più grande limite risiede nella vaghezza delle sue idee. Idee che non possono essere indifferentemente di destra e di sinistra, idee che stanno a monte rispetto ai fatti, alla velocità ed al cambiamento. Quando si parla di Sinistra che diventa Destra nel momento in cui non cambia, si presuppone che ci sia un fronte mobile contrapposto ad un fronte dell’immobilismo. Cosa diversa rispetto alla Sinistra ed alla Destra.

Cambiare non è necessariamente una cosa di Sinistra, come conservare lo status quo non è necessariamente di Destra. Soprattutto in un mondo come quello attuale che mette in testa a tutti quanto sia importante fare riforme, cambiare, migliorare, ottimizzare, produrre meglio e via discorrendo. Purtroppo, per l’intero mondo politico, l’idea che passa è quella che solo facendo qualcosa si sta veramente lavorando per fare qualcosa; un assurdo logico che però a quanto pare porta caterve di voti sia al PD a trazione renziana, sia al Movimento 5 Stelle, sia a Forza Italia. Chi in realtà sta scomparendo di fronte a questo nuovo assioma della politica sono i partiti delle idee, cioè quei partiti che non rinunciano a lottare per battaglie che non producono risultati tangibili dal punto di vista economico. Le loro battaglie sono considerate marginali, secondarie, opzionali e quindi il voto dato a loro equivale ad un voto disperso.

In quest’ottica è logica la riforma elettorale, la riforma istituzionale e tutto il grande giro di valzer del Governo Renzi. In quest’ottica si sta mettendo sul piatto del mercato la politica vera per scambiarla con una mera amministrazione ordinaria del quotidiano. E sul quotidiano è possibile dare la sensazione di un cambiamento costante e rivoluzionario senza che questo si realizzi veramente; è possibile cambiare tutto senza cambiare niente veramente. Ed allora da che parte siamo? A Destra o a Sinistra?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...